Presi i primi computer per ricominciare

Spisani il giorno dopo il rogo: «La voglia di ripartire c’è ma non so come faremo». Ufficio in Comune offerto da Bergamini

ZERBINATE. «La voglia di ripartire c’è ma a oggi non so come faremo». L’incendio di giovedì notte gli ha portato via la fabbrica, distrutto materiali, stabilimento e cancellato rubriche ma Francesco Spisani, titolare della Spisani designers pensa già a come ripartire perché la storia della sua azienda, leader nel settore del lusso, apprezzata nel mondo da oltre 40 anni, non può e non deve finire così. «Ora ci prendiamo un momento di riflessione - sospira Spisani - per tirare le fila di questa situazione. Ma posso dire che oggi (ieri, ndr) siamo andati a comprare alcuni computer». Ferito ma non colpito a morte insomma, lui che ha dovuto mettere da parte anche il sogno di ricreare una bottega rinascimentale contemporanea dopo il sisma del 2012. «Ci teniamo in contatto con i nostri dipendenti - racconta Spisani - ci facciamo forza gli uni con gli altri. Il danno materiale sarà anche superiore al milione di euro ma quello affettivo non si può quantificare».

Dal Comune di Bondeno arriva il primo sostegno ad un’azienda «che rappresenta l’eccellenza dell’Italia nel mondo», sottolinea il sindaco Fabio Bergamini. «Per quanto può valere abbiamo offerto un ufficio in Comune all’azienda con connessione internet. Insomma un luogo da dove ripartire. Spero - racconta il primo cittadino - che la ricostruzione avvenga nel nostro territorio». Poi riguardo ai possibili rischi dovuti alla combustione di materiali plastici rassicura: «I tecnici dell’Arpa non ci hanno contattato e posso dire che non c’è alcun rischio per la popolazione».

In Regione si è mosso invece il capogruppo del Carroccio Alan Fabbri chiedendo al presidente Stefano Bonaccini «l’attivazione di un tavolo e di un programma di aiuti per fornire ai lavoratori tutele e scongiurare la chiusura dell'azienda. Chiediamo all’amministrazione regionale di tutelare i dipendenti e di garantire all’impresa il massimo sostegno, sia economico sia istituzionale, anche attingendo ai fondi post sisma».

Giovedì l’intervento dei volontari dei vigili del fuoco di Bondeno è terminato attorno alle 12 quando anche gli ultimi focolai sono stati placati. Si va sempre più verso la conferma del rogo per cause accidentali. A testimoniare questo c’è anche il fatto che il sito dell’azienda, anche se messo in sicurezza, non è stato sequestrato.