Amianto, iniezioni di calcio contro il mesotelioma

A Ferrara si studia una nuova terapia per annientare le cellule malate Smaltimento, l’idea di Alberti (Aeac): «Portiamolo nelle miniere dismesse»

Il picco di morti per mesotelioma pleurico è previsto per il 2020-2025, c'è però il rischio che questa data slitti in avanti, per la presenza di amianto nell'ambiente. Ma contro questo cancro provocato dall’amianto si stanno studiando nuove strategie terapeutiche. Mauro Tognon, ordinario di Biologia applicata all'Università di Ferrara, ne ha parlato ieri al convegno “Amianto, saperne di più". Da uno studio recente si è visto come «la mancanza di calcio nei reticoli delle cellule malate, ne impedisca la morte». Di qui l’idea di “iniezioni” di calcio per tentare di annientarle: «Stiamo pensando - ha detto Tognon - di perfondere nel mesotelio una soluzione di calcio con farmaci chemioterapici. Lo studio è realizzato con Giorgio Cavallesco (direttore del Dipartimento chirurgico del Sant’Anna) e ci vorranno 5/6 mesi per i primi protocolli».

Il convegno - organizzato alla Sala Boldini da Assessorato all'Ambiente del Comune, Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) e Aeac (Associazione esposti amianto e altri cancerogeni) - ha fatto il punto anche sui problemi dello smaltimento. Caterina Ferri, assessore all'ambiente, ha spiegato che «solo in certe condizioni l'amianto è dannoso, ma bisogna sempre monitorare il fenomeno. Come amministrazione dal 2010 abbiamo un protocollo che consente ai cittadini la rimozione gratuita dell'amianto all'interno delle proprie abitazioni. In 5 anni sono state rimosse 63 tonnellate di amianto.Ancora molti però, abbandonano l'amianto, con la conseguenza che il Comune deve intervenire e quindi paga la comunità». L'ingegner Albonetti, del dipartimento Sanità pubblica della Regione, ha illustrato le tre metodiche per smaltire l'amianto: rimozione, incapsulamento e confinamento. La legislazione,che vieta la produzione e l'utilizzo dell'amianto, non prevede l'obbligo di smaltimento perché mancano le discariche adibite.

Alberto Alberti, presidente Aeac, sta conducendo una battaglia perché «l'amianto venga stoccato in gallerie dismesse o miniere italiane non più utilizzate. L'amianto è un minerale e stoccandolo all'interno di gallerie abbandonate evitiamo la sua dispersione nell'ambiente». A livello nazionale Alberti ne ha parlato con il dottor Alessandro Marinaccio, dell'Ispesl. «E sto coinvolgendo i sindacati, che in questo hanno un ruolo fondamentale, a giorni avrò un incontro con la Cgil». Oggi la bonifica dell’amianto ha un costo elevato perché viene caricato su camion e portato in Germania: il trasporto da Ferrara costa almeno 3000 euro».

Veronica Capucci