«Comacchio con Ferrara o Ravenna? Tutte e due»

Il sindaco Fabbri e le Aree Vaste: puntiamo a confini non rigidi, e intanto cerchiamo di capire cosa intende fare la città estense

COMACCHIO. Comacchio con Ferrara o con Ravenna? Con tutte e due. È l’obiettivo del sindaco Marco Fabbri che sulla questione Aree Vaste sembra avere le idee molto chiare e forse qualche asso nella manica.

Sindaco, da che parte guarda Comacchio in questo momento?

«Sarebbe meglio conoscere la posizione di Ferrara prima di parlare di Comacchio. Provo a sintetizzare un lavoro lungo anni, così da arrivare a capire qualcosa in più. Con il ddl Delrio sulle città metropolitane, le provincie, unioni e fusioni di Comuni, si modifica la struttura degli enti locali, in attesa della riforma del Titolo V della Costituzione che modificherà nuovamente organi e funzioni. Nascono così Aree Vaste e Città metropolitane. Le città metropolitane sono nove e tra queste c’è anche Bologna. Ferrara non potrà dunque andare con Bologna ma dovrà decidere se inserirsi nell’asse emiliano con Modena, Reggio (in forse), Parma e Piacenza. Oppure se guardare a Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena. È evidente che per noi non è una scelta facile.

I comacchiesi sono stati chiamati a votare, hanno scelto Ravenna. Che peso avrà il risultato del Referendum che è stato voluto dalla sua amministrazione?

«Tanto, senza alcun dubbio. Ma si deve ragionare con la testa, si tratta di scelte fondamentali. La nostra posizione è chiara, al contrario di quanto altri vogliono far credere: noi stiamo con Ravenna, con la costa. Ma abbiamo però voglia di partecipare al dibattito, abbiamo voglia per quanto possibile di fare la differenza. Mi spiego meglio. Se i “confini” che verranno posti saranno rigidi, allora indipendentemente dalle scelte di Ferrara noi guarderemo verso la Romagna. Puntiamo sul Turismo, inteso anche come Mab Unesco, abbiamo bisogno di cuscini anche per quel che riguarda il Demanio marittimo e i progetti al momento in ballo, così come le sinergie, sono molteplici».

Ma c’è un ma...

«Sì, non siamo convinti che sia la soluzione migliore per quel che concerne i trasporti, i rifiuti, l’energia elettrica e l’acqua che secondo noi devono continuare a restare in mano al pubblico. Senza dimenticare la Sanità ed il rapporto consolidato che abbiamo con Bologna. Non si può dire adesso cosa è meglio fare, occorre che le carte siano tutte sul tavolo, occorre capire cosa farà Ferrara, se avrà voglia di guardare anche lei verso Ravenna. E non perché siamo pronti a seguirla, semplicemente perché in questo modo sarebbe più semplice portare avanti discorsi già iniziati da tempo e di conseguenza i dubbi sarebbero ancora meno. La verità è che siamo più avanti rispetto alla realtà dei fatti, abbiamo già battuto il terreno e adesso dobbiamo capire cosa intendono fare gli altri. Insomma, Ferrara con Modena ci può anche stare, noi molto probabilmente no. Dati alla mano, guardando le risorse che arrivano da Prodotto Costa, Comacchio ha tutto l’interesse a stare con Ravenna e forse anche Ferrara. Cerchiamo di giocare bene le nostre carte, che sono vincenti».