«Cosa ho imparato in questi giorni dal mondo dei Down»

Camilla Ghedini

Camilla Ghedini, giornalista e scrittrice, va oltre la polemica che ha portato alle dimissioni del vicepresidente dell’Ordine dei medici di Ferrara

FERRARA. Non ha alcuna intenzione di tornare a rinfocolare le polemiche. La giornalista Camilla Ghedini lo dice a chiare lettere appena le accenni il motivo della chiamata. È dal contrasto andato in scena su Facebook tra lei e Massimo Masotti che il dibattito - innescato dalla notizia di una mamma che aveva ritirato la figlia da un nido privato di Ferrara dove prestava servizio un’assistente Down - ha avuto un’accelerazione tale da coinvolgere l’Ordine dei Medici di Ferrara e quello nazionale. Gli esiti sono noti: Masotti è stato costretto a dimettersi da vice presidente provinciale dell’Ordine (per sovrappiù ha anche lasciato l’Ordine); Francesco Rendine, il consigliere comunale di Gol che lo ha aveva spalleggiato, ha rimediato giudizi durissimi da tutte le componenti politiche (e non solo) per la sua irridente mozione.

Ma la telefonata alla collega Camilla Ghedini non si proponeva di guardare indietro, bensì di guardare dentro.

Ho visto che sul tuo profilo Facebook hai ricevuto diversi apprezzamenti. Cosa hai imparato da questa vicenda?

Se è così ti rispondo. Molte persone, genitori, ma anche ragazzi e ragazze con la sindrome di Down, mi hanno scritto, telefonato, postato, inviato mail e video per ringraziarmi. Mi ha fatto piacere, anche perché non me l’aspettavo.

Un post ti dice “grazie per il tuo lavoro per le persone con sindrome di Down”. Ma tu ti occupi di disabili?

No, io ho solo avuto un naturale moto di indignazione per certe affermazioni e ho reagito.

E hai incontrato un mondo...

Un mondo di persone che esprimono gioia, allegria, contentezza e bellissime emozioni, mai disperazione o vittimismi. Mi viene da pensare che il disagio non sia tanto delle persone affette da sindrome di Down e dei loro familiari, ma che nasca dall’atteggiamento di chi è all’esterno.

Marcello Pradarelli