«Regione dichiari contrarietà alle aperture di sale giochi»

«La Regione si dichiari contraria all’apertura di nuove sale gioco. Che Stato è quello che fa sciacallaggio sulla pelle dei disperati? È venuto il tempo di ribellarsi a politiche centrali che non...

«La Regione si dichiari contraria all’apertura di nuove sale gioco. Che Stato è quello che fa sciacallaggio sulla pelle dei disperati? È venuto il tempo di ribellarsi a politiche centrali che non fanno altro che danneggiare i nostri cittadini e accanirsi sui soggetti più deboli e in difficoltà. La nuova Resistenza è oggi contro il governo Renzi».

La Lega Nord - per iniziativa del capogruppo Alan Fabbri - ha predisposto una risoluzione che impegna l’Assemblea legislativa a dichiarare «l’indisponibilità della Regione ad accogliere nuovi centri per il gioco d’azzardo sul territorio», in aperta polemica con la messa a bando di 22mila nuove sale gioco prevista in legge di Stabilità. Fabbri oppone «ragioni etiche (uno stato che alimenta la dipendenza patologica è uno Stato nemico)», «economiche (è una mossa suicida investire sull’azzardo)» e «politiche (ciò che oggi per lo stato è un incasso, domani sarà un costo sanitario, per la cura delle dipendenze)» alla scelta del governo Renzi e chiede a Bonaccini di «chiamarsi fuori» e di «opporsi alle nuove licenze». «Quanta ipocrisia nel Pd. Il ministro Giannini firma protocolli contro le ludopatie, Renzi firmò la proposta di legge contro lo stato biscazziere e poi spalanca la porta a 22mila nuovi punti gioco destinati a rovinare altre centinaia di migliaia di famiglie. L’Emilia Romagna - che ha approvato una legge specifica e si vanta di aver ideato il marchio slot free - deve chiamarsi fuori: il bilancio dello stato non può reggersi sul gettito dell’azzardo. Anche la maggioranza, coerentemente con la politica di disincentivo al gioco e di lotta alle ludopatie, dichiari il proprio dissenso e protegga gli emiliano romagnoli dalle nuove forme di schiavitù».