Il presidente Calò: è inammissibile la mozione sui Down

Non sarà discussa in Consiglio comunale la mozione presentata dal consigliere Francesco Rendine (Gol), che chiedeva la sostituzione di un assessore con una persona con sindrome di Down. Il...

Non sarà discussa in Consiglio comunale la mozione presentata dal consigliere Francesco Rendine (Gol), che chiedeva la sostituzione di un assessore con una persona con sindrome di Down. Il presidente del Consiglio comunale di Ferrara, Girolamo Calò, ha deciso che l'atto è inammissibile per incompetenza dell'assemblea municipale sulla materia.

Questa la risposta comunicata a Rendine (nella foto) da Calò: «Le mozioni sono disciplinate dall'art. 102 del Regolamento del Consiglio comunale. La mozione in oggetto, in relazione all'art. 102 - comma 1, riguarda una materia sottratta alla competenza del Consiglio, in quanto la nomina (revoca o sostituzione) degli assessori è di esclusiva competenza del sindaco. In relazione all'art. 102 - comma 2, non è specificato quale decisione, atteggiamento o posizione assunti dal sindaco o dalla giunta, sia oggetto di giudizio».

Sulla mozione del consigliere di Gol sono piovute nei giorni scorsi critiche dal centrosinistra e dal centrodestra. L'atto è stato ritenuto da molti colleghi di Rendine provocatorio e strumentalmente incentrato sulle difficoltà di inserimento e sulla valorizzazione professionale delle persone con sindrome di Down mentre - così hanno dichiarato molti consiglieri intervistati dalla "Nuova" - perseguiva una esplicita finalità politica. Rendine, intervistato dal giornale nei giorni scorsi, aveva dichiarato che non intendeva ritirare la mozione. «L'ho già protocollata - aveva spiegato - no, non la ritiro anche se so che verrà bocciata. Io l'ho presentata per un motivo concreto: costringere chi si riempie la bocca di parole a fare qualcosa per queste persone. Voglio che si faccia un dibattito vero perché questa giunta per loro (le persone con sindrome di Down, ndr) non ha fatto niente».