Contro Bankitalia e il commissariamento

Il calendario di Carife: gli appuntamenti giudiziari, in attesa del processo al tribunale delle imprese

Tra uno slittamento e l’altro, ancora nessun tribunale si è espresso sulle cause che a vario titolo ruotano attorno al commissariamento Carife. Gli appuntamenti più vicini nel tempo sono diventate le udienze alla Corte d’Appello di Roma sui ricorsi contro le sanzioni di Bankitalia ai danni degli ex amministratori (1 milione di euro in totale). Sono seminate tra fine ottobre e fine novembre, in quanto ogni posizione ha un proprio ruolo e gli ex amministratori chiamati in causa sono una quindicina, con posizioni diverse che emergono dai differenti importi delle sanzioni: si va da 104 a 34.500 euro a testa.

L’attesa, però, è tutta sull’udienza del 2 dicembre del Tar del Lazio, che dovrebbe entrare nel merito della richiesta dell’ex revisore Andrea Malfaccini di rendere nullo il commissariamento, sulla base di una serie di rilievi tra i quali spicca la fiscalità differita. Come ormai noto, l’ex revisore sostiene che senza il divieto da parte degli ispettori di Bankitalia di contabilizzare queste poste, il bilancio 2012 della banca avrebbe mantenuto i requisiti patrimoniali richiesti dagli organismi di sorveglianza, e quindi il commissariamento non si sarebbe reso necessario. I legali di Malfaccini hanno presentato di recente una memoria integrativa per sottolineare come, nel successivo bilancio 2013-14 presentato dai commissari, la fiscalità integrativa sia stata utilizzata.

Il maxi-slittamento al 16 marzo 2016 ha per il momento raffreddato la pista del risarcimento danni chiesto nei confronti di una trentina di ex amministratori da parte dei commissari. Sono state le compagnie di assicurazione degli ex amministratori, in particolare i revisori, a chiedere e ottenere di essere ammesse alla causa di fronte al Tribunale delle imprese di Bologna, perché se venissa data ragione ai commissari, dovrebbero sborsare parte dei 100 milioni richiesti.