Renazzo, massacrate per 300 euro Ed è subito presidio in piazza

Gli inquirenti a Renazzo

Un'anziana inferma di 84 anni e la nuora di 53 ridotte in fin di vita per un furto in casa degenerato in rapina. Sono state colpite con un bastone

RENAZZO. Ridotte in fin di vita dai banditi, dopo un furto in casa degenerato in rapina violenta. E' successo questa mattina, venerdì 6 novembre, il via Lunga 4 a Renazzo. Le due donne ferite gravamente sono un'anziana di 84 anni, inferma, portata all'ospedale di Cona con un forte trauma cranico, e la nuora di 53 anni, intubata e portata con l'elisoccorso all'ospedale Maggiore di Bologna. Da una prima ricostruzione, le due vittime sono state colpite selvaggiamente con un bastone. I carabinieri della Compagnia di Cento stanno conducendo le indagini. Sono stati proprio i militari dell'Arma a soccorrere le due donne, dopo aver ricevuto una segnalazione di un'intrusione in casa. Con ogni probabilità i banditi sono stati sorpresi dall'anziana e dalla nuora e hanno reagito picchiandole fino a ridurle in fin di vita per poi dileguarsi.

Le due donne aggredite sono Cloe Govoni di 84 anni e la nuora Maria Humeniuc, di 53 anni, la moglie rumena del figlio dell'anziana, che vive con lei. Secondo i primi accertamenti i rapinatori dopo averle picchiate selvaggiamente sono fuggiti con un bottino di 300 euro. 

In serata il Comune di Cento, in testa il sindaco Piero Lodi, ha immediatamente organizzato un presidio in piazza Lamborghini, a Renazzo. Presenti in piazza non solo i cittadini, ma anche tanti esponenti di maggioranza, come il capogruppo Pd Marcella Cariani e il segretario comunale Ivan Greghi, tutte le forze di volontariato di Cento, per testimoniare la vicinanza alla famiglia ed essere ancora una volta tra la cittadinanza.

Presenti anche i referenti del centrodestra, Marco Pettazzoni (Lega), Paolo Matlì (Fdi), Marco Mattarelli, che commentano: «Ora non c'è più nulla da dire, è il momento di agire per tutelare il territorio e i cittadini, leggi e misure adeguate in modo che i delinquenti paghino, invece oggi pagano gli onesti».