«Contro le nostre paure più sicurezza e controllo»

Il sindaco Tagliani: le tragedie vicine sono arrivate qui, la solidarietà va affiancata Francesi con bandiere e lumini in ansia per i parigini: belli i messaggi dei ferraresi

FERRARA. La manifestazione è stata improvvisata in poche ore, come si poteva arguire dall’impianto di amplificazione praticamente inesistente, e piazza Trento Trieste è stata «gentilmente concessa» da Coldiretti, che l’aveva tutta a disposizione per l’intero weekend della Festa del Ringraziamento, con tanto di maxi-pera gonfiabile che ha fatto da punto di raccolta. Anche Ferrara non ha comunque fatto mancare un momento di raccoglimento e solidarietà per le stragi di Parigi, ieri alle 12, con il sindaco e presidente della Provincia, Tiziano Tagliani (senza fascia), al microfono e un discreto numero di amministratori, sindacalisti, politici e personalità del mondo economico ad ascoltare ed applaudire. Mancavano bandiere francesi o altri simboli che richiamassero il significato della cerimonia, ma a differenza di altre piazze, c’erano anche rappresentanti del centrodestra: a fianco di Tagliani l’assessore di Bondeno, Marco Vincenzi, nel pubblico i forzisti Vittorio Anselmi e Paola Peruffo. Sindaci e amministratori sono arrivati da Cento, Copparo, Portomaggiore, Ro, Fiscaglia, Ostellato e Jolanda, i parlamentari Maria Teresa Bertuzzi e Alessandro Bratti. Breve ma non di circostanza, tutto a braccio, l’intervento di Tagliani, che dopo aver portato ai francesi la solidarietà di Ferrara, si è soffermato «sulla paura che paralizza la nostra gente. La guerra che vediamo nelle coste a noi vicine ci è entrata in casa, serve un salto di comprensione: l’ondata migratoria, le tragedie di migliaia di persone arrivate in Europa, portano nelle nostre città un elemento di preoccupazione. L’accoglienza deve portare con sè anche tranquillità e sicurezza, non solo per le grandi città industriali ma anche nei nostri paesi, chi gira come noi le comunità lo sente. Rischiamo - è il secondo elemento sottolineato da Tagliani - di vedere avvelenata anche la nostra capacità di stare assieme, il nostro modo di stare a scuola, al lavoro, negli uffici. Essere oggi vicino alla Francia significa avere consapevolezza di essere anche vicini a paesi che esportano, oltre all’esigenza di giustizia e di un sistema politico-economico differente, il bisogno di una politica che affianchi alla solidarietà il controllo, la sicurezza e la vicinanza alla percezione che la gente ha di questi elementi. Noi siamo affezionati alle nostre piazze - ha concluso - a bar e teatri, vanno difesi assieme ai nostri valori di solidarietà, amicizia e giustizia». Il minuto di silenzio, con richiesta di sospendere le attività commerciali sul Listone, è stato richiesto dal presidente di Coldiretti, Sergio Gulinelli, anche se non tutti hanno sentito e aderito.

In piazza, a dire il vero, un tricolore francese c’era, sulle spalle di una bimba in età da elementari, figlia di una coppia mista franco-ferrarese. «Siamo un gruppo di francesi residenti a Ferrara da molti anni - diceva una signora bionda di origine parigina - ci teniamo in contatto tra di noi per gli eventi, oggi purtroppo il motivo è drammatico. La mia famiglia abita a Parigi, stanno bene ma potete immaginare come si sentono. Volevo andarli a trovare tra poco, ma così...». «Ma no, non bisogna fermarsi» la sprona l’amica, «sì, hai ragione». Dopo il discorso di Tagliani un gruppetto “misto” italo-francese prova a mettere giù, in mezzo alla piazza, alcuni lumini accesi: l’effetto non è proprio quello visto in altre città italiane, il piccolo spazio va difeso dai passanti che rischiano di schiacciare le candele, «ma insomma sentivamo il bisogno di farlo - racconta Laetitia, di Lille, 34 anni, da due a Ferrara - Eravamo in diversi francesi venerdì alla serata sul Quebec al ristorante 381, abbiamo saputo lì cosa stava succedendo. In queste ore siamo stati sommersi di messaggi, di ferraresi e stranieri che abitano qui, è stata una cosa molto bella, caldissima». Più della piazza di ieri, di sicuro.

Stefano Ciervo

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