Meteo, Attila non spaventa Ferrara. Esclusa la neve in pianura

Dal 20 novembre una massa di aria di estrazione polare valicherà le Alpi. Il climatologo Fazzini: temperature giù di 8-10º, ma nessuna allerta

FERRARA. Quando “Attila”, da questa sera (20 novembre), comincerà a valicare le Alpi, non porterà con sè flagelli climatici ma ricondurrà le temperature eccezionalmente calde di questo autunno a livelli più consoni alla stagione.

«Per tre settimane - spiega il climatologo dell’Università di Ferrara Massimiliano Fazzini - il ciclone subtropicale ha causato forti anomalie termiche e pluviometriche, in un periodo che solitamente era caratterizzato da forti piogge». Da questa sera invece «una massa di aria di estrazione polare valicherà le Alpi, entrando nella nostra zona con venti di bora, dunque freddi e non umidi. Sabato sarà una giornata molto variabile, con addensamenti di nubi più intensi nel pomeriggio e piogge sparse tra il pomeriggio e la sera, senza comunque creare alcuna allerta pluviometrica. Anche la prima parte della giornata di domenica sarà caratterizzata da debole maltempo, con qualche pioggia, per migliorare nettamente nel pomeriggio».

Dunque nessun allarme, rassicura Fazzini, anche se l’aria nordica porterà ovviamente a un sensibile calo delle temperature, che si abbasseranno di 8-10 gradi. «Ma è importante ricordare - prosegue il climatologo - che partiamo da una base di 6-7 gradi sopra la media stagionale, quindi il calo porterà a temperature più basse solo di un paio di gradi rispetto alla media del periodo, seppure percepite come più rigide per effetto del vento. E, soprattutto, non ci saranno nevicate in pianura, solo qualche precipitazione nevosa a 600-700 metri di quota domenica mattina sull’Appenino».

Nulla di anomalo dunque, «solo un primo debole episodio invernale: semmai a essere eccezionale è stato il caldo di queste ultime settimane. D’ora in poi - conclude Fazzini- dovremo abituarci a questi repentini sbalzi di pressione e temperatura. È azzardato in ogni caso parlare di cambiamenti climatici, abbiamo ancora troppo pochi dati per poterlo affermare. Certo quest’anno è stato segnato non solo da un’alta anomalia termica, ma anche da un enorme surplus di energia dei mari a causa del Niño, che è stato il più forte degli ultimi cinquant’anni».(a.m.)