Archiviati fittoni e catenelle sul sagrato del Duomo

Sul sagrato del Duomo non ci saranno catenelle e fittoni ipotizzati nei mesi scorsi

Sul sagrato del Duomo non ci saranno catenelle e fittoni ipotizzati nei mesi scorsi (30mila euro di spesa): ad archiviare definitivamente il progetto è stato l’assessore Aldo Modonesi, rispondendo al question time in consiglio comunale, a Claudio Fochi del Movimento 5 stelle: «Sì abbiamo fatto uno studio di fattibilità - ha spiegato Modonesi a Fochi - poichè non è nemmeno mai diventato un progetto e non c’è necessità di portarlo avanti.

Abbiamo invece aumentato la vigilanza sul sagrato el Duomo, sostituendo la telecamera analogica sulla Torre della Vittoria con una digitale in grado di individuare puntualmente targhe e persone». Stessa sostituzione per altre quattro telecamere (una su Scalone e tre in zona Giardino), spesa totale di 33.599 euro, e ne sono state posizionate altre cinque: una sull'asse Cavour-Giovecca, una in Travaglio, una in zona via Bologna-Beethoven-Wagner e due in zona Giardino: spesa 30mila euro, la cifra risparmiata per fittoni e catene. Archiviati assieme a tutte le polemiche che avevano innescato. Restano, come interventi dei lavori pubblici, via Darsena e via Saraceno, voci importanti nell'agenda 2016 dell’assessore Modonesi che ha fatto il punto nel question time. Rispondendo a Tommaso Cristofori (Pd), su interventi in Saraceno, ha spiegato che «entro l'anno sarà chiuso il progetto da 600mila euro: i due marciapiedi saranno rifatti in materiale lapideo, mentre la parte carrabile resterà in asfalto. Davanti alla chiesa di sant'Antonio sarà realizzata una piccola piazzetta, una sorta di sagrato».

Il progetto a gara nei primi mesi del nuovo anno. Altra domanda da Federico Balboni del M5S che ha chiesto conto del degrado della zona Darsena. Modonesi sul muretto che separa la strada dalla Darsena vera a propria, interessato da recenti e storici crolli che «quel muretto sarà sostituito da una nuova separazione non in muratura: spero riusciremo a finanziarlo nel 2016. Gli ultimi crolli hanno reso la situazione non più rinviabile». (g.r.)