«Mi ritenevo un signore, sono finito in miseria»

All’assemblea di Masi Torello c’era anche il signor Antonio Punzetti, un pensionato ed ex azionista Carife, che qualche giorno fa ha consegnato al sindaco del suo paese una lunga lettera in cui...

All’assemblea di Masi Torello c’era anche il signor Antonio Punzetti, un pensionato ed ex azionista Carife, che qualche giorno fa ha consegnato al sindaco del suo paese una lunga lettera in cui racconta la sua disfatta bancaria. Una copia della lettera l’ha data anche alla Nuova. «Anni fa - scrive Punzetti - ho portato in banca i miei risparmi di lavoro. Direttrice a quel tempo era una gran brava signora, si chiamava Gabriella. Io le dissi che se anche avessi preso poco di interessi era lo stesso, importante è che fossero sicuri. Lei mi consigliò di fare dei Titoli di Stato che sicuro non avrei sbagliato, così feci e mi fa firmare.

«Passa il tempo e la banca aveva cambiato Direttore, che mi chiama e mi disse che bisognava cambiare Titoli che quelli non rendevano».

«Io chiesi se i nuovi fossero sicuri, lui mi disse al 100x100 e io da incompetente, ho firmato senza sapere cosa fossero». Successivamente apprese di aver acquistato delle azioni alla Carife. Nella lettera Punzetti racconta che avrebbe voluto portare quei soldi investiti in azioni alla Popolare di Ravenna, ma che non gli riuscì. Anzi un altro direttore Carife lo convinse a sottoscrivere altre azioni, che all’epoca viaggiavano attorno a 35-36 euro. Poi si sa come è finita. Il valore delle 1300 azioni acquistate da Punzetti è stato azzerato. La sua lettera si chiude con una frase intrisa di amarezza e rabbia:

«Io tempo fa mi ritenevo un signore, ora sono alla miseria, perciò dico a tutti quelli che hanno dei soldi di non darli a nessun Ente, perché sono tutti degli strozzini e ladri».(a.m.)