Banche alla Consulta Decide Ferrara e in tempi brevi

La causa Carife di Federconsum è tra le poche strade aperte Rischio incostituzionalità anche per i criteri dell’arbitrato

Il ricorso alla Corte costituzionale annunciato da Massimo Cerniglia direttamente contro il decreto che recepisce la direttiva europea contro il bail-in, alla base dei provvedimenti di risoluzione di Carife e delle altre tre banche, apre un fronte scivoloso per i “risolutori”, Bankitalia e governo in primo piano. Anzitutto perché il pronunciamento del giudice civile ferrarese arriverà abbastanza rapidamente, visto che il caso seguito dal legale di Federconsum, cioè il risarcimento da 500mila euro per un azionista Carife che ha visto polverizzato il valore del suo investimento, è tra i pochi a livello nazionale già incardinato da tempo: la nuova udienza è infatti fissata a fine marzo. Per tutte le cause successive a questa, comprese le prossime degli obbligazionisti, è tra l’altro preventivabile un percorso giudiziario lungo e tortuoso, perché la banca può chiedere, solo nella prima udienza, il trasferimento all’intasato Tribunale delle imprese di Bologna. La sede ferrarese rischia quindi di essere l’unica a poter decidere in tempi brevi la sulla non manifesta infondatezza della richiesta, e girare quindi il quesito alla Consulta.

Ma la Corte costituzionale giocherà un ruolo decisivo nella partita del salva-banche anche sul fronte dei rimborsi. Libero infatti riporta indiscrezioni di fronte bancaria sulla presunta incostituzionalità di decreti attuativi che escludano, come il governo sembra intenzionato a fare, preventivamente determinati gruppi di risparmiatori. (s.c.)

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