Bruciate quattro auto nella notte

Porto Garibaldi, i proprietari sono inferociti: «Si tratta di una ritorsione, lo hanno fatto apposta»

PORTO GARIBALDI. «Eravamo in casa quando abbiamo visto dalla finestra di casa le auto in fiamme. Siamo usciti ed abbiamo chiamato immediatamente i vigili del fuoco. Non so chi abbia commesso questo atto, ma di certo sono molto, ma molto arrabbiato».

Con queste parole, Giuliano Buzzi, 38 anni, pescatore di vongole di Porto Garibaldi, ha commentato quanto successo la scorsa notte ai danni della sua Opel Astra, parcheggiata davanti a casa proprio sulla centralissima via Cacciatori delle Alpi, nella cittadina portuale. L’auto è stata distrutta dalle fiamme di un incendio appiccato da quelli che restano, al momento, anonimi autori del gesto e che hanno preso di mira, alle 23.30 di lunedì, anche l’auto della convivente, Ingrid Farinelli, 40 anni, una Bmw X5. Mentre i vigili del fuoco di Comacchio, intervenuti in un lampo, erano ancora al lavoro per cercare di mettere in sicurezza la zone, a mezzanotte e 15 circa, hanno ricevuto un’altra chiamata, in via Sicilia, nella zona denominata Porto Garibaldi 2, per altre due vetture in fiamme: una Volkswagen Golf ed una Peugeot 206 appartenenti rispettivamente a Carla Fantinuoli, 49 anni e Luciano Farinelli, 73 anni, familiare di Ingrid. Anche in via Sicilia le fiamme hanno completamente distrutto le due vetture, riducendole ad un ammasso di lamiere annerite e contorte.

Sdegno, rabbia e sgomento per quanto accaduto da parte dei proprietari delle vetture, la stessa Fantinuoli ha espresso in un eloquente post, sulla sua pagina Facebook, tutta la rabbia provata di fronte a questo atto rivolto verso di lei. La donna in uno dei post pubblicati sul suo profilo ha anche offerto del denaro a chi sia in grado di fornirle dichiarazioni utili all’identificazione degli autori del gesto.

Ad indagare su questi due incendi i carabinieri della stazione di Porto Garibaldi e del nucleo operativo radiomobile di Comacchio per dare un nome ed un volto agli autori di questo gesto.

Secondo Buzzi quanto successo potrebbe essere legato alla sua attività di pescatore di vongole, una ritorsione, della quale però ignora l’ideatore ed il fautore, ma di certo la rabbia dell’uomo è tanta.

«Hanno agito in una strada molto frequentata - ha detto l’uomo - eravamo in casa, i bambini si sono spaventati e poi non contenti, hanno danneggiato pure l’auto di un familiare della mia compagna, e di un’altra persona che aveva la vettura parcheggiata di fianco».

Nella mattinata di ieri, davanti alla casa di Giuliano Buzzi, tanti conoscenti ed amici si sono recati a portare solidarietà e ad osservare le due auto bruciate e che ancora emanavano fumo, dopo molte dallo spegnimento.

«Abbiamo sentito puzza di fumo - hanno detto ricordato alcuni vicini di casa - ed incuriositi siamo usciti a vedere cosa fosse successo ed abbiamo visto le fiamme venire su dalle auto, i vigili del fuoco, i carabinieri. Poi poco dopo abbiamo saputo anche delle altre auto bruciate in via Sicilia. Cose da non credere».

Maria Rosa Bellini