«Salvabanche, un pasticcio e piccoli clienti non tutelati»

Parla Passera, ex bancario e ministro, oggi leader del nuovo partito Italia Unica in visita alla Nuova

FERRARA. Il giro d’Italia continua per Corrado Passera, leader di Italia Unica, nuovo partito, d’opposizione, «contro renzismo, estremismi e populismi alla Salvini e Grillo». Non ha bisogno di presentazioni Passera (banchiere, dirigente d’azienda, ministro), ieri sera a Ferrara (e alla Nuova) e a Cento per aprire le Porte d’Italia (momenti d’incontro per il partito, «sono già 130 dopo nemmeno un anno», dice soddisfatto) e in visita alla Nuova Ferrara per parlare di politica, banche e dell’Italia che va: «Non bene ma il nostro paese ce la può fare, e noi vogliamo dar l’esempio di come governarlo partendo da Milano», dove Passera si candida sindaco, prove generali per le amministrative. Con Passera si parla di politica, ma e si deve farlo soprattutto su economia e banche (è stato numero uno di Banca Intesa). Banche che servono per rilanciare il paese, oggi nel caos dopo il decreto del governo del Salvanche che ha cancellato anche la vecchia Carife a spese di migliaia di clienti coi risparmi azzerati.

«Ciò che è stato fatto dal governo con il Salvabanche - spiega - è un gran pasticcio, si è intervenuti troppo tardi su quelle 4 banche, Cassa di Risparmio compresa, delle quali si conosceva la malgestione. Un gran pasticcio perchè ha messo sulle spalle delle banche ben gestite questo fardello, lanciando un messaggio terribile ai mercati e al mondo bancario, sancendo di fatto che «le buone banche pagheranno le colpe di quelle cattive». Importantissimo, secondo la visione di Passera, «il fatto che non sono stati difesi adeguatamente tutti i piccoli azionisti e gli obbligazionisti, non tutti però: tra questi parlo di quelli piccoli, indotti ad acquistare obbligazioni delle banche senza aver nessuna formazione o informazione».

Ma il pasticcio creerà problemi per il futuro perché, spiega, «nel mondo bancario si è creato un grave precedente: tutte le banche che saranno in perdita e mal gestite dovranno essere coperte da quelle buone. E adesso è necessario che i piccoli risparmiatori siano tutelati da nuove leggi o meccanismi: è bene ricordare che le regole valgono sempre, non è furbizia coprire qualcosa di malfatto a scapito di chi va salvaguardato». Banche ed economia servono, ma occorre altro: «Prima di tutto sicurezza, lavoro e far ripartire investimenti, che il governo Renzi non ha fatto, se non con lo spot elettorale degli 800 euro a pioggia, da assegnare a chi invece ne aveva realmente bisogno».

Per il futuro, Italia Unica parte da Milano per governare il paese con una rete civica delle città: «La nostra è una politica moderna e liberale, ci allontaniamo dagli estremi». Che fanno di immigrazione e criminalità punti focali perni delle loro politiche: «Sulla sicurezza, nei quartieri di Milano come nelle città, non c’è percezione di forze di polizia». Ma c’erano, poi i tagli hanno azzerato tutto, non ci sono soldi... «Lo dicevano anche alle Poste (risanò l’azienda pubblica, ndr) che non si poteva fare: il personale c’è, va meglio impiegato. Voglio uscire dalla gabbia dei non si può, non è stato mai fatto. Si deve fare qualcosa». Ma dopo una carriera come la sua, chi glielo fa fare? «La voglia di mettere la mia esperienza per il paese, poter dire ai miei figli che ho provato e ci sono riuscito».

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