Sanità, la terza rivoluzione si chiama integrazione

Approvata la delibera che accorpa i dipartimenti del personale di Asl e Sant’Anna Il sindacato Anaao trasmette l’atto ai suoi legali: questa direzione non ci ascolta

Si potrebbe definire la terza rivoluzione della sanità locale, dopo la chiusura dei primi ospedali negli anni ’90 e - nell’ultimo quindicennio - l’apertura degli ospedali Sant’Anna e del Delta, la chiusura di altri tre istituti di degenza in provincia, l’accorpamento dei servizi ambulatoriali territoriali e il varo delle Case della Salute e degli ospedali di Comunità. I manager della sanità e i politici locali l’hanno chiamata «integrazione delle aziende sanitarie» e di fatto fonderà in un unico corpo, ma con due teste, Asl e azienda ospedaliera. Uno dei primi atti è stato approvato pochi giorni fa dal Sant’Anna.

Si tratta della delibera che avvia la creazione del Dipartimento interaziendale del personale, che unificherà sotto un unico centro di gestione e di controllo gli uffici dedicati delle due aziende sanitarie. L’atto dà mandato all’Asl come azienda capofila di accorpare alcuni servizi comuni: economato e gestione contratti, gestione del personale, Ict (Information e Communication Technology) e tecnico e patrimonio. Il documento prevede anche l’attuazione di «procedure di selezione dei dirigenti apicali» dei nuovi servizi. I dirigenti attuali degli uffici interessati saranno confermati fino «alla definizione delle convenzioni specifiche e dei piani di funzionamento» mentre viene demandato a «specifici atti il trasferimento, mediante l’istituto del comando, del personale afferente» il Sant’Anna presso l’Asl.

Si tratta solo del primo passo del cammino che porterà all’unificazione di tutte le funzioni delle due aziende, tranne che per le direzioni generali (che però si divideranno i compiti) perché la legge non prevede la fusione tra Asl e aziende ospedaliere essendo presente in queste ultime l’università. Un percorso amministrativo oggi raro nel panorama nazionale (si sa che in Toscana e in Romagna sono state accorpate le Asl, mentre in Friuli, regione a statuto speciale, sono state fuse Asl e aziende ospedaliere). Su questo iter ha già puntato lo sguardo il sindacato Anaao, che annuncia possibili azioni legali.

«Intanto lamentiamo - dice Lucio Trevisani, segretario aziendale Anaao - che dopo un anno dall’insediamento del nuovo direttore generale, nonostante abbiamo più volte segnalato al vertice del Sant’Anna alcuni problemi, nulla si sia mosso. E parlo sia dei problemi e delle carenze del personale, in particolare dopo l’introduzione dei nuovi turni di lavoro previsti dalla legge entrata a regime lo scorso novembre, sia degli accorpamenti funzionali (perché spostare la Neuroradiologia dall’area delle Neuroscienze contro il parere dei dirigenti?), sia dell’accordo quadro tra le aziende sanitarie, Asl e Sant’Anna, che si sta sviluppando senza tenere in alcun conto il parere del personale che rappresentiamo, sia delle novità sui turni del personale di guardia non concordate col sindacato».

Il collega Pierluigi Api, consigliere nazionale Anaao, sottolinea che «a Ferrara si sta portando avanti un progetto-guida di integrazione tra le due aziende che è stato presentato ai sindaci del territorio ma non discusso col personale interno. Siamo convinti che questa operazione si riverserà sulle condizioni di lavoro dei medici e sull’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. Abbiamo deciso di far esaminare la delibera sull’integrazione dai nostri legali». (gi.ca.)