Stalking durante la messa, molestava preti e fedeli

Da mesi l’ex giardiniere della Curia perseguita sacerdoti e, in luglio, anche il Vescovo.  Il questore Sbordone ha così deciso per lui l’ammonimento: il preludio all’arresto

FERRARA - Adesso - in teoria - non potrà più disturbare, minacciare, aggredire verbalmente sacerdoti della Curia e lo stesso vescovo (era successo nel luglio scorso). Per un 36enne romeno, da mesi diventato un vero incubo per i sacerdoti del Duomo,  mentre celebrano le messe o nel tardo pomeriggio (capitato alcuni giorni fa) è scattato il provvedimento del questore di Ferrara dell’ammonimento.

Come prevede la legge sullo stalking, questo è il primo «avvertimento» allo stalker, cui potranno seguire altri atti giudiziari ben più gravi (il divieto di avvicinarsi) e perfino l’arresto. A raccogliere i riscontri e le prove di questi atteggiamenti persecutori contro preti e fedeli in Cattedrale, sono stati i carabinieri di Ferrara che hanno notificato l’«ammonimento» al romeno che altri non è che l’ex giardiniere della Curia (dove tra l’altro abitava), che fino all’estate scorsa ne era un dipendente e che poi decise per ragioni personali di licenziarsi e  poco dopo pretendere da  sacerdoti e responsabili dell’Economato della Curia di essere riassunto e riavere la casa in Curia. Da allora, dal luglio scorso, quando incrociò il vescovo, e fece anche una irruzione in Curia incassando denunce per minacce e violazione di domicilio (in quell’episodio aggredì verbalmente il vescovo Negri sul sagrato del Duomo, dicendogli «Sei un ladro mi hai tolto lavoro, casa, famiglia»), gli episodi che lo hanno visto nel ruolo di molestatore sono diventati tanti, troppi.

Per uno di questi si era arrivati anche al Tso, trattamento sanitario obbligatorio per trattenerlo nei reparti psichiatrici, visti i suoi disturbi. I carabinieri dunque erano purtroppo abituati alla presenza, non voluta e molesta: hanno raccolto verbali, testimonianze, relazioni di servizio sugli atti di stalking ai danni di sacerdoti, visto che il romeno e arrivata anche a interrompere e disturbare le funzioni religiose, soprattutto del mattino presto. Si trattava secondo quanto evidenziato negli atti dei carabinieri di comportamenti assillanti verso i sacerdoti che si concretizzavano sotto forma di minacce, molestie, aggressioni verbali continuati. Il tutto aveva portato i sacerdoti che subivano le molestie, a viverle come un disagio psichico e fisico.

Ecco spiegato il motivo per cui il questore Antonio Sbordone (per competenza prevista dalla legge) dopo le indagini dei carabinieri e la richiesta delle vittime dello stalking, ha emesso il provvedimento, amministrativo: preludio - dicevamo - nel caso lo stalking non dovesse fermarsi, ad altri atti assai più gravi, fino all’arresto in carcere.

L’ammonimento emesso dal questore di Ferrara risale a giovedì scorso, notificato dai carabinieri che lo hanno invitato ad interrompere gli atti di stalking: basterà solo l’invito?