Più regolarità, meno guasti Ecco 105 milioni per i treni

Maxi-investimento Rfi sui sistemi di controllo e gestione della Bologna-Padova. I pendolari: i lavori servano a ridurre i tempi di percorrenza, evitare altri disagi

I pendolari ferraresi della Bologna-Ferrara-Padova, che devono vedersela periodicamente con ritardi e soppressioni, faticano a rendersene conto, ma la loro stazione di riferimento è addirittura uno snodo di due corridoi ferroviari europei, il Mediterraneo e il Baltico-Adriatico. Anche per questo motivo la linea Bologna-Padova è tra quelle inserite nell’aggiornamento del Contratto di programma tra ministero delle Infrastrutture e Rete ferroviaria italiana, che godrà di un investimento infrastrutturale di 105 milioni. Nulla a che fare con binari o treni nuovi, spiegano a Rfi, ma interventi che garantiranno una maggiore regolarità delle linee, minore incidenza dei guasti e, in definitiva, una sorta di upload del servizio. Si parla infatti di sostituire i sistemi di controllo e gestione del traffico, a partire dagli impianti di segnalamento, con nuove tecnologie sia hardware che software, che sono in corso di progettazione e andranno a gara a fine 2016. I lavori partiranno subito dopo e dovrebbero essere poco impattanti, quasi “invisibili”, pur producendo appunto effetti tangibili sul servizio quotidiano.

«Speriamo che i lavori non producano disservizi, com’è già successo in passato - dice Giuseppe Poli, presidente del Comitato utenti ferroviari dell’Emilia Romagna - Contiamo che questo investimento, sicuramente significativo, sia la conferma dell’inversione di tendenza nei confronti del trasporto regionale, come sembra di capire anche dall’arrivo entro il 2018 dei nuovi treni. Sarebbe importante ridurre i problemi sulla Bologna-Padova come su altre linee sulle quali viaggia il trasporto regionale, visto che negli ultimi anni i tempi di percorrenza di diverse tratte si sono allungati».

La situazione di Ferrara è particolare, perché, come appare dal rapporto annuale di monitoraggio 2015, la stazione di riferimento del territorio è tra le poche (“rango” capoluogo di provincia) ad aver subito una riduzione del servizio negli ultimi anni. A fronte di una perfetta stabilità per quanto riguarda i treni regionali, infatti, c’è stato un calo vistoso dei convogli nazionali che si fermano in piazzale Stazione (da 19 a 12), facendo scendere il numero complessivo al di sotto di quota 100. Solo Piacenza mostra un dato peggiore nello stesso periodo, mentre anche Forlì, Cesena e Rimini sono in positivo.

Stefano Ciervo

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