«Carife, la politica ci restituisca tutti i nostri risparmi»

Ferrara, il 3 aprile manifestazione al Teatro Comunale. Ci sarà il vice ministro Morando Cappellari e Tarroni: «Qualcosa si sta muovendo, ma vogliamo vederci chiaro»

FERRARA. Oggi il consiglio dei ministri dovrebbe emanare il decreto che in qualche modo correggerà gli effetti più indesiderati e controproducenti del decreto Salvabanche che il 22 novembre ha annichilito i risparmiatori di 4 banche, tra cui i 4.164 obbligazionisti di Carife che si sono visti cancellare un credito di 50.3 milioni di euro, e i 28 mila azionisti che si sono visti decapitare del tutto un valore del titolo che già era stato ridotto all’osso, ma che poteva rigenerarsi tra warrant e post commissariamento.

La differenza. Secondo quanto ha riportato ieri il Sole 24 Ore, il fondo di solidarietà di 100 milioni a suo tempo generato dal governo, dovrebbe lievitare a 260-280 milioni e ristorare tutti (o quasi) gli obbligazionisti. Il tutto senza passare per l’arbitrato, in modo più o meno automatico. Il monte obbligazioni delle 4 banche è però di 329 milioni di euro. La differenza è circa 50 milioni. Gli obbligazionisti subordinati di Carife si augurano che non siano proprio i loro 50 milioni quelli mancanti all’appello. Forse già oggi se ne saprà di più.

In scena. In trepida attesa ci sono anche Marco Cappellari (Amici di Carife) e Mirko Tarroni (Azzerati Carife), che proprio ieri mattina sono capitati in redazione per dare notizie sulla manifestazione che le loro associazioni hanno organizzato domenica 3 aprile al Teatro Comunale “Abbado” di Ferrara. Il volantino già abbozzato per il 3 aprile ha subito due importanti aggiunte. La prima è che a interloquire con gli azzerati verrà il vice ministro dell’Economia Enrico Morando: «Abbiamo avuto poche ore fa la conferma». La seconda è che Cna, Confartigianato, Ascom, Confagricoltura e Unindustria sponsorizzeranno l’avvenimento (che gode già del patrocinio del Comune di Ferrara, dell’Assostampa e dell’adessione del comitato Vittime del Salvabanche).

Gli sponsor. «Tra gli associati delle cinque organizzazioni economiche vi sono tanti risparmiatori - riferisce Cappellari - è per questo che abbiamo chiesto il loro sostegno. Ci hanno detto subito di sì e presto avremo altre adesioni» informa Cappellari. Amici Carife e Azzerati Carife hanno cercato e voluto questo coinvolgimento che va dal sindaco al mondo delle imprese. Il motivo è presto detto: Il titolo del dramma che va in scena il 3 aprile al Comunale è “NO ai risparmi azzerati per legge”. Il finale non è stato scritto: affinchè non sia tragico ma tenda all’happy end serve l’apporto decisivo del pubblico.

A viso aperto. «Molti si vergognano per aver subito perdite, quasi fosse colpa loro - dice Cappellari - e nemmeno lo dicono al figlio, nipote. A chi streilla e piange fra le quattrro mura di casa noi diciamo che è venuto il momento di mostrare il proprio sdegno, lo si può in modo civile e al tempo stesso deciso essendo presenti il 3 aprile all’iniziativa in teatro con il vice ministro Morando. Ci fa piacere che qualcosa finalmente si muova, anche se attendiamo di leggere cosa scriverà il governo nel decreto che è stato annunciato. Noi pensiamo infatti che le risposte ai risparmiatori di Carife le debba dare innazitutto la politica più che i tribunali e gli arbitrati. Gli Azzerati con le manifestazioni a Roma e noi Amici di Carife con il pressign su istituzioni locali e nazionali ci sono mossi con questo preciso obiettivo».

Tutti uniti. «È una manifestazione che riguarda tutti - s’inserisce Tarroni - anche chi non è un correntista di Carife. Perché anche un negoziante che ha il conto in un’altra banca subisce un contraccolpo se questa città e questo territorio si impoveriscono a causa di decisioni sbagliate come il Salvabanche».

Ristoro totale. Sul decreto in arrivo, dopo il tremendo precedente del 22 novembre, Tarroni mantiene una certa giustificata diffidenza: «Vediamo. Noi ci battiamo per il ristoro totale degli obbligazionisti e degli azionisti. Non possono far pagare ai risparmiatori colpe che non sono dei risparmiatori. Per azionisti e obbligazionisti sono state cambiate le regole con effetti retroattivi, a questo occorre riparare».

«Negli altri paesi europei - osserva Cappellari - prima hanno messo in salvo le banche con i soldi pubblici e poi hanno pensato al bail-in. Se in Italia non si è proceduto così non si può scaricare il costo sui risparmiatori».

Nè il governo nè la Banca d’Italia - sostengono Tarroni e Cappellari - possono trincerarsi dietro vere o presunte colpe degli amministratori della banca per non risarcire gli azionisti e gli obbligazionisti di Carife.Il 3 aprile Morando su questo verrà interpellato e sollecitato.