Domande senza risposta sui conti del polo di Cona

Il silenzio dell’assessore regionale Venturi sul fondo ex Inail (mai versato). E le cifre “variabili” sul costo dell’ospedale e sul canone che spetta a Prog.Este

FERRARA. Sui grandi numeri dell’ospedale di Cona si potrebbero scrivere libri voluminosi come tomi di vecchie enciclopedie. Uno dei motivi è che nel tempo sono cambiati, aggiungendo numeri ad altri numeri. Ad esempio dai 462 posti letto originari del primo progetto dell’ospedale a Cona si è passati a 860, ma oggi sono 710. Un altro esempio? Il cantiere di Cona 1 avviato nel 1996 avrebbe dovuto esaurire i lavori entro la fine 1999-inizio 2000 ma l’ospedale, nel frattempo raddoppiato, ha accolto i primi pazienti solo nel 2012.

Si potrebbe continuare all’infinito. La costruzione e la gestione di un ospedale sono procedure molto complesse, che si intrecciano con i più svariati aspetti della vita politica, sociale ed economica di un territorio (e dello Stato). Alcuni dei numeri che ne descrivono l’attività, inoltre, sono più importanti di altri (ad esempio il numero di ricoveri o guarigioni o errori sanitari rispetto al numero di visitatori).

Sarebbe giusto però chiarire le cose quando i conti non tornano. E forse in questo campo l’assessorato regionale alla Sanità che, a partire dagli anni ’90 ha cambiato vari inquilini, dovrebbe compiere qualche sforzo in più. Nei giorni scorsi la Nuova Ferrara ha chiesto con un articolo e poi con tre e-mail (15, 17 e 18 marzo) inviate proprio all’assessorato retto da Sergio Venturi, chi avesse coperto la spesa dei 65 milioni di euro promessi dall’Inail per finanziare la costruzione di un’ala del nuovo Sant’Anna e poi non confermati (questo risulta alla “Nuova”).

Non si tratta di una cifra risibile o irrisoria. Corrisponde al doppio del costo della Tangenziale Ovest appena inaugurata nella sua completezza o più o meno al costo di un nuovo ponte a quattro corsie che scavalchi il fiume Po. Ma l’articolo e le tre mail sono rimasti finora senza risposta. Nel frattempo Venturi ha concesso decine di interviste e commenti sui più svariati (e importanti) temi, compreso il premio recente ricevuto dall’ospedale bolognese Sant’Orsola, di cui è stato direttore generale.

Le domande erano semplici: chi ha coperto quei 65 milioni? Il Sant’Anna deve rimborsarli? E in che modo? È bene ricordare che su questo stesso tema il Comune di Ferrara ha rinviato la palla all’azienda ospedaliera e l’azienda ospedaliera alla Regione. L’ostinato silenzio di Venturi non si è ancora interrotto nonostante si trovi alla guida di uno degli assessorati più “pesanti” della Regione e - si può ipotizzare - ben nutriti di personale. Ieri altri numeri che forse hanno bisogno di essere puntellati sono emersi da un’interrogazione della consigliera M5S Raffaella Sensoli, basata sulla risposta data dall’assessore a un’interrogazione presentata dai consiglieri grillini.

Venturi, nel testo inviato alla Sensoli e ad alcuni colleghi, calcola il costo complessivo di costruzione dell’ospedale di Cona in 281 milioni di euro. Ma era stato l’ex direttore generale del Sant’Anna, Gabriele Rinaldi, a confermare alla “Nuova”nel 2012 e nel 2014 che la spesa era stata di 305 milioni; il dato era comparso tempo fa anche su una brochure della stessa Regione. Ventiquattro milioni di euro di differenza sono senza dubbio una bella cifra. Altro particolare: il corrispettivo complessivo di 23.6 milioni di euro/anno per 30 anni riconosciuto al consorzio Prog.Este per i servizi non sanitari forniti al polo di Cona è salito nel 2014 (il dato riferito da Venturi riporta il fatturato del concessionario) a 34.2 milioni di euro (iva esclusa). Quella cifra è stata ottenuta grazie ad adeguamenti di costo automatici e previsti dal contratto originario (Istat etc.) o è stata ricontrattata? (gi.ca.)