«La multa? Il gregge entrando a Bondeno non aveva fatto il test anti-brucellosi»

Berardelli (Asl): in Emilia Romagna obbligatorio il prelievo su tutti i capi, non sono ammesse leggerezze in questo campo. Poi gli esami sono stati eseguiti ed è stata data l'autorizzazione al pascolo a Ferrara
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FERRARA. «Noi abbiamo messo subito a disposizione i nostri veterinari, al pastore avevamo chiesto solo di trovare un ricovero (che a Bondeno come in altre zone della provincia non manca) dove potessimo effettuare i prelievi di sangue sulle pecore previsti dalla normativa dell’Emilia Romagna. Questo non è avvenuto, così abbiamo dovuto eseguire un controllo d’urgenza sul gregge a Ravalle dopo aver chiesto alle forze di polizia di rintracciare il bestiame transitato senza autorizzazione sul territorio di Bondeno». Chiara Berardelli, dirigente del Servizio Veterinario dell’Asl, mette i puntini sulle “i”. Non c’è stato nessun problema di ferie natalizie nè allungamento dei tempi tecnici, ribatte, quando il pastore Massimo Freddi – trasmigrato dal bresciano a Ferrara, dove le sue 6-700 pecore sono state assoldate come “tosaerba” naturali nei prati del sottomura – ha chiesto di essere autorizzato a far entrare gli ovini in Emilia Romagna. Qui il Comune di Bondeno, applicando una norma regionale, gli ha inflitto una multa da 12mila euro per non aver sottoposto il gregge al test anti-brucellosi.

«Il signor Freddi ha presentato la domanda di pascolo al sindaco di Bondeno alla fine dell’anno scorso - ricostruisce Chiara Berardelli - il Comune ha chiesto il parere all’Asl per la parte sanitaria e poi gli ha risposto che non era in regola con i prelievi di sangue effettuati per la prevenzione della brucellosi. In Lombardia, infatti, quei controlli vengono effettuati su un campione fisso di capi, un’ottantina o poco più, mentre nella nostra regione sono estesi a tutte le pecore che hanno un età superiore ai sei mesi. Il transito di animali non testati dal punto di vista sanitario non è ammesso nella nostra regione. Quel gregge invece è entrato senza che fossero stati eseguiti i controlli imposti dalla legge».

Berardelli ricorda che la normativa più restrittiva dell’Emilia Romagna rispetto alla Lombardia (dove il gregge era già stato dichiarato esente da brucellosi) è legata alla necessità di salvaguardare il bestiame e l’uomo (che può ammalarsi della versione umana della malattia) con il massimo di garanzie.

Un focolaio anche in una sola provincia - e in passato qualche caso, anche se raro si è registrato - metterebbe a rischio il bestiame dell’intera regione e anche la vendita di alcuni prodotti alimentari di alto pregio legati all’allevamento degli animali, rimarca la dirigente.

«L’Emilia Romagna è esente da brucellosi. Anche il gregge del signor Freddi lo è, ma abbiamo dovuto eseguire il test d’urgenza su 539 capi in provincia di Ferrara e dopo che il gregge era già entrato per diversi chilometri nel territorio regionale», prosegue la dirigente. Il Comune di Bondeno ha rilevato l’infrazione e ha inflitto la multa il cui importo finirà - per legge - nelle casse dell’Asl. Domenica scorsa il pastore, il cui gregge è ormai un’attrazione a Ferrara, ha risposto ad una signora di non averli, quei 12mila euro. E ha fatto anche capire che spera di poter risolvere positivamente il contenzioso con il comune matildeo. «La legge prevede che possa essere presentato un ricorso, cioè uno scritto difensivo - conclude Berardelli - se ha validi motivi da proporre il pastore potrà farli valere. Abbiamo solo chiesto al signor Freddi di attenersi alle regole: in questo campo non sono ammesse leggerezze». (gi.ca.)

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