«Casaleggio? Ha guastato un progetto rivoluzionario»

Il cordoglio e la critica di Tavolazzi che si scontrò con il fondatore del M5S Morghen: «Sei la nostra sesta stella». Castagnoli: «Quell’ultima volta a Milano...»

I rapporti di Gianroberto Casaleggio con i ferraresi del Movimento non sono stati frequenti, in compenso sono stati piuttosto burrascosi. Si rammenta una telefonata incandescente di Casaleggio agli amministratori M5S del Comune di Comacchio, che avevano rilasciato all’Espresso dichiarazioni molto critiche nei confronto di Grillo e dello stesso Casaleggio. Si sa come finì. Dal sindaco Marco Fabbri in giù tutti fuori. Fabbri ieri ha preferito non commentare la morte di Casaleggio. Valentino Tavolazzi invece si, senza peli sulla lingua come è nel suo stile: «Non l'ho stimato come leader politico, ma mi spiace per lui e per la sua famiglia. Sul piano politico ha il merito di aver innescato una nuova sensibilità nel paese, ma ha anche impedito che le promesse fatte, per raccogliere consenso e reclutare cittadini attivi, diventassero realtà. Ha dato energia al risveglio di milioni di italiani, ma al tempo stesso ha divulgato una finta speranza al paese, mandando al macero l'unico progetto rivoluzionario, sulla carta (non statuto), dal dopoguerra ad oggi». Fin qui la riflessione di Tavolazzi affidata a Facebook. Nel marzo del 2012 Tavolazzi e il suo Progetto per Ferrara vennero espunti dall’universo M5S con tre righe sul blog di Grillo. Tavolazzi aveva espresso opinioni sulla gestione troppo verticistica e tanto bastò. Rintracciato via e-mail, Tavolazzi riassume così i suoi contatti con Casaleggio: «Lo incontrai a Milano nel 2009, in una riunione dei neoeletti alle amministrative, dove mi chiese di relazionare su ruolo, diritti e doveri del consigliere comunale. Cosa che feci. Lo sentii una seconda volta nel 2011 quando mi telefonò per dirmi che non approvava che Favia (all’epoca consigliere regionale M5S, poi espulso, ndr) parlasse con i media ed avesse un suo blog nel sito del Fatto Quotidiano. Gli replicai che non ci trovavo nulla di male o in conflitto con i principi del movimento. La terza volta lo incontrai nel 2011, sempre in un meeting degli eletti a Milano. Mi chiese di relazionare su acqua pubblica e società di gestione dei servizi pubblici. In quell'occasione ci lasciò basiti a causa del suo espresso divieto di fare foto e di registrare l'incontro. Alla faccia della trasparenza! A quel punto avevamo una idea di come Casaleggio concepisse il M5S».

Il deputato Vittorio Ferraresi è parco di parole su Fb: «Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia».

Più espansiva e accorata Ilaria Morghen, la capogruppo in consiglio comunale:«Un grande dolore ha colpito la grande famiglia del M5S. Ci stringiamo intorno ai familiari, ai portavoce e agli attivisti. Piangiamo la perdita di uno dei nostri Fondatori, uomo illuminato e illuminante, che ha sacrificato la sua vita, per riformare la politica italiana nel solco dell'etica e della legalità. Il Movimento adesso ha la sua Sesta Stella a fargli da guida. Sei entrato e resterai nella Storia di questo Paese».

Il codigorese Andrea Castagnoli, ha postato un ricordo personale: «Ripensavo a 5 anni fa quando incontrai per la prima volta Gianroberto a Milano. Rispetto a 5 anni fa sono cambiate tante cose e diverse decisioni non mi hanno trovato d'accordo. Resta il fatto indiscutibile che i suoi pensieri abbiano sempre avuto il merito di suscitare una riflessione critica e spesso originale. Era una persona molto particolare, che sicuramente ha contribuito a cambiare il nostro modo di pensare la politica e la società italiana. L’ultima volta che l'ho visto di persona a Milano, ci chiedeva della Pantera di Goro e del motivo per cui il nostro comune si chiamasse Co-di-Goro e avesse una frazione dal nome Mezzo-Goro».

Marcello Pradarelli