Al Centro Acquedotto 3 furti in 5 giorni

L’appello del presidente Susca: «Noi abbonati al centralino dei carabinieri, monteremo nuovi allarmi, ma serviranno?»

Non è la prima volta, purtroppo, che i ladri razziano gli interni del Centro sociale Acquedotto in Corso Isonzo. Ma nei giorni scorsi sono ritornati, e sembrano averci preso troppo la mano, visto che nell’arco di 5 giorni, dalla notte tra mercoledì e giovedì a quella di lunedì hanno razziato il Centro sociale ben 3 volte, causando danni e rubando ciò che hanno trovato, il fondo cassa del bar e le finanze di una associazione che viene ospitata all’interno: in tutto circa 1000 euro di bottino per i ladri ma danni ingenti alle porte forzate per entrare e alle strutture.

E’ lo stesso presidente Antonio Susca ad ammetterlo: «é stata la prima serie di furti di quest'anno - dichiara sconfortato - perché in realtà ne ricordiamo almeno sei a segno in precedenza». Quello della notte tra mercoledì e giovedì è stato messo a segno ai danni dell'Associazione " Casa e lavoro" ospitata nel centro e che si rivolge a persone diversamente abili. «I ladri sono entrati nella loro cucina -spiega Susca - e vedendo un armadietto chiuso con un lucchetto lo hanno divelto rubando i soldi (680 euro). Poi dalla cucina è sparita una bottiglia di brandy».

Nel gennaio del 2014 - ha ricordato Susca - alla stessa associazione rubarono computer e soldi. «Con il secondo e terzo colpo di questi giorni - continua il presidente - hanno preso di mira il fondo cassa del nostro bar dove c'erano ogni volta un centinaio di euro, lasciando bottiglie e alimentari del bar: al di là del valore, tanti i danni alla struttura che incidono sul nostro precario bilancio». I ladri hanno scardinato il maniglione di una delle porte a vetri laterale della struttura, la seconda volta dopo ne hanno scardinata un’ altra ed infine nuovamente una maniglia all'ultimo colpo. «Insomma - chiude amareggiato Susca-, siamo presi di mira da una banda che agisce indisturbata nonostante ci sia un condominio qui accanto dove nessuno dice di aver sentito nulla». Il presidente Susca, in carica da 5 anni, è esasperato, si sente impotente di fronte alla delinquenza che dilaga e che ogni notte colpisce una casa, un negozio o un centro sociale. «Le nostre entrate sono modeste - prosegue - a malapena riusciamo a coprire le spese fisse delle utenze annuali che ammontano a 22 mila euro. Viene proprio voglia di dire: “basta , ecco le chiavi, rinuncio all'incarico ed a tenere aperto il Centro, se tutto il nostro impegno di ore e ore di volontariato puro, deve sfumare in pochi minuti per colpa di qualcuno che non risparmia niente e nessuno”». E’ amareggiato Susca, tanto che ha inviato una lettera ai soci, informandoli sui tre furti in 5 giorni, in orario notturno. Furti con danni, «significativi - scrive il presidente - e a questi si aggiunge la sensazione di estrema vulnerabilità e impotenza». Poi la spiegazione ai soci sulla successione dei furti, inspiegabile e condannabile e che dopo il primo furto subito il centro si è prodigato per rafforzare le misure di sicurezza all’interno ma ciò non è bastato, senza nascondere «il forte rammarico per il fatto che la nostra associazione è stata colpita al pari di altre realtà, purtroppo, come si legge sulla cronaca di questi tempi».

E allora che fare? «Siamo ormai abbonati al centralino dei carabinieri - dice sconsolato - che tornano ogni volta anche loro dispiaciuti ma nell'impossibilità di aiutarci». Per accedere al Centro si passa da un cancelletto che viene chiuso ogni sera; le porte laterali e quella dell'ingresso sono protette dall'interno da catene e lucchetti e c'è un sistema d'allarme ma non è sufficiente. «Stiamo intervenendo su porte e finestre con catenacci nei punti più a rischio - conclude Susca - intensificheremo il sistema d'allarme, spendendo altri soldi: ma servirà a qualcosa contro questi ladri?».

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