La casa ricostruita dopo il terremoto è a rischio esproprio

Vicenda incredibile: sulla nuova abitazione incombe la “ruspa” Cispadana

ALBERONE. «Se il tracciato della Cispadana dovesse passare per Alberone, la mia casa, appena ricostruita con contributi pubblici del terremoto, verrebbe abbattuta».

A lanciare l'appello a Regione e Comune affinché si mobilitino, per una vicenda che ha dell'incredibile, è Franco Bastia, residente nella quarta abitazione di via Colombarina Imperiale 26 ad Alberone. E rimarca: «Io e mia moglie Giancarla, vorremmo almeno poter tornare nella nostra casa, dopo 4 anni vissuti con i nostri due cani, Full e Sara, prima in un gazebo, poi in una casa mobile da campeggio, accanto al cantiere».

Dopo la demolizione della casa, in cui è nato 65 anni fa, ora l'angoscia di Franco è quella di vedersi arrivare la notifica dell'esproprio della casa, ancora in fase di ricostruzione dopo il terremoto. «Una casa nuova, che mi verrà tolta, secondo l'ipotesi di tracciato deliberata dal consiglio dei ministri». Un iter lungo e complesso quello per la ricostruzione, arrivato ad un primo risultato, con il rilascio, da parte del Comune di Cento, della concessione edilizia per la ricostruzione, poi la stipula del contratto con la ditta Domus Gaia (di Udine) per la realizzazione della nuova casa, 260mq, in bio-edilizia e in classe A+. Per ricostruire la propria casa, Bastia ha percepito il contributo di 520mila euro: «La consegna della casa è programmata entro fine maggio. Ormai i lavori sono terminati. Ma oggi ho bloccato i mobili».

Dopo essere venuto a conoscenza dell'ipotesi del tracciato, Bastia ha immediatamente contatto telefonicamente la società Arc: «Ho parlato con l'ingegnere Ranuzzi. Mi ha confermato della variazione del tracciato, e del fatto che il Comune di Cento era da anni informato dell'ipotesi che potesse passare proprio in questo lotto di terreno. Tanto che già nel 2011, vennero tecnici ad Alberone per rilievi relativi al tracciato». Poi la notizia più dura, difficile da capire e impossibile da accettare: in caso il tracciato su Alberone fosse definitivo, dovranno abbattere la 4ª casa di via Colombarina Imperiale. La mia». Dopo aver chiesto un intervento tempestivo, attraverso una mail inviata nei giorni scorsi a vari uffici della Regione, per Bastia un'amara riflessione: «Oltre al danno, quello del terremoto, ora anche la beffa. Per la collettività, uno sperpero di contributi pubblici, soldi spesi due volte, prima per la ricostruzione, poi per l'esproprio, quando bastava delocalizzare».

Beatrice Barberini

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