Aviaria, abbattuti 50mila tacchini

Il caso di influenza in un allevamento della società Vicentina. Da ieri in corso le operazioni di abbattimento degli animali

PORTOMAGGIORE. L’influenza aviaria ritorna a colpire nel territorio portuense. Dopo il caso che si era verificato all’inizio di maggio all’interno dell’allevamento dell’azienda agricola Sole nelle campagne di Maiero, dove furono abbattute 17mila galline ovaiole allevate con metodo biologico, stavolta l’influenza aviaria è stata riscontrata all’interno dell’allevamento denominato “Campotto 1” che si trova sulla strada Rangona tra Portomaggiore e Bando della società Vicentina che fa parte della filiera Amadori, il gruppo avicolo che ha il proprio quartier generale a San Vittore di Cesena ma che nella nostra provincia ha diversi allevamenti nel Portuense, nell’Argentano e nella zona di Codigoro. Dovranno essere abbattuti ben 50mila tacchini. Si tratta di un allevamento che faceva già parte dell’area di sorveglianza che, dopo la scoperta el caso di Maiero, prevede tutta una serie di regole e monitoraggi. Venerdì è stata riscontrata un’anomalia ed è partita una segnalazione agli organi preposti. Il caso è stato scoperto dopo gli accertamenti clinici e i previsti esami di laboratorio, eseguiti nella giornata di sabato da parte dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Forlì che si occupa di avicoli. Il Centro nazionale di referenza che si trova a Legnaro in provincia di Padova ha confermato che si tratta di virus del tipo H7 N7 ad alta patogenicità. Immediatamente è stato disposto il sequestro dell'allevamento e l'abbattimento degli animali che ha avuto inizio ieri verso le 13 ed andrà avanti per un paio di giorni, ad opera di un’azienda specializzata dopo che il sindaco di Portomaggiore, Nicola Minarelli, aveva emesso un’apposita ordinanza di abbattimento.

La Regione Emilia-Romagna e l’Usl hanno attivato tutte le misure necessarie per isolare il fenomeno. I protocolli operativi per prevenire e contrastare la diffusione del virus prevedono l'istituzione di zone di protezione e sorveglianza nel territorio dove si trova l'allevamento, il censimento di tutti gli allevamenti e degli animali presenti, prelievi, accertamenti clinici e campionamenti da parte dei veterinari e controlli straordinari su tutto il territorio regionale come era stato fatto nel caso dell’allevamento di Maiero. L'applicazione di misure rigorose per isolare i focolai ha lo scopo di garantire la sicurezza sanitaria e anche la tutela della produzione. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, non vi è alcun rischio collegato al consumo di carni avicole. Resta da capire se vi può essere una correlazione con il recente caso verificatosi una quindicina di giorni fa sempre in territorio portuense. La risposta arriverà tra qualche tempo in quanto per poterlo appurare con esattezza sono necessari specifici controlli.