Liberazione della Darsena, si parte con il Sebastian

Da mercoledì i lavori di trasloco del barcone che rallenta il flusso dell’acqua. Vertice Comune-Regione per il dragaggio di 500mila metri cubi di fanghi

FERRARA. La riscoperta dell’acqua da parte di Ferrara parte dalla Darsena di San Paolo, che dopo un ventennio di progressivo abbandono e degrado, torna d’attualità. A giorni è infatti in programma un vertice Comune-Regione per affrontare la questione del dragaggio dei fanghi di fondo dallo specchio della Darsena e dal canale di Burana, passaggio indispensabile per rendere effettivamente percorribile l’Idrovia. Ma il primo passo in questa direzione è il trasloco del Sebastian Pub, il barcone appoggiato sul fondo della Darsena che, secondo i tecnici comunali, contribuisce all’insabbiamento dello specchio d’acqua ormai trasformato in una palude, ostacolando la corrente. Dopo anni di battaglie legali prima, e di paziente messa a punto dell’operazione che alla fine veniva sempre rinviata per le ragioni più disparate (l’ultima il prolungamento dei lavori alla conca di Valpagliaro), sembra essere davvero arrivato il momento buono: «Sì, stiamo lavorando per effettuare il trasloco nella seconda settimana di giugno, per riaprire nella nuova posizione il 20 giugno - spiega Ilaria Stecca, che con il fratello guida la società di gestione del pub - La data esatta dipende dalla possibilità di arrivare con l’acqua alla soglia necessaria per agevolare lo spostamento». È il Servizio tecnico di bacino della Regione a dover agire sulle chiuse, compresa Valpagliaro, in maniera da far salire il livello dell’acqua su tutto il corso a +5 sul livello del mare. Mercoledì inizieranno i lavori di predisposizione del nuovo pontile di attracco del Sebastian, che è più a valle rispetto all’attuale, e nel frattempo la società di gestione e il Comune cercheranno di migliorare il nuovo accesso, una stradina sterrata proprio di fronte al parcheggio ex Pisa. Andrà anche sistemata la visibilità, con nuovi pali della luce, e l’accesso attraverso una particolare disposizione delle transenne, con il coinvolgimento del Cus.

Il trasloco vero e proprio durerà almeno un paio di giorni, con il barcone, che è stato in questi giorni ridipinto tutto in bianco («ma probabilmente torneremo al bianco e blu» anticipa la gestrice), ad essere trainato da un rimorchiatore per qualche centinaio di metri lungo la Darsena.

Una volta completata questa operazione, toccherà al Servizio di bacino, che in queste settimane sta completando il passaggio di consegne e di personale dall’amministrazione provinciale. «Gli studi sui fanghi e le ipotesi su bonifica e stoccaggio fanghi sono pronti, ora bisogna passare alla fase progettuale e poi bandire le gare» spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Aldo Modonesi. La stazione appaltante sarà appunto il Servizio di bacino, ed è improbabile che ci metta meno di qualche mese per arrivare alla fase operativa. La caratterizzazione dei fanghi ha dato risultati meno preoccupanti del previsto, ma si tratta di movimentare 500mila metri cubi di materiale.

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