«Carife, toccati i bond anche nell’ipotesi Fitd»

Il sottosegretario Baretta conferma il veto Ue: ma non era un azzeramento La ‘sparizione’ di 151 milioni? Pulizia contabile da introiti extra e giochi fiscali

Il ministero dell’Economia conferma quanto messo per iscritto da Bankitalia su Carife: il burden sharing, cioè il sacrificio anche degli obbligazionisti subordinati oltre che degli azionisti, era richiesto dalla Commissione Ue anche in caso d’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi, deliberato nella famosa assemblea del 31 luglio 2015. In assemblea, però, nessuno aveva informato i soci di questa posizione europea. Il sacrificio richiesto ai bondisti sub «sarebbe stato significativamente inferiore rispetto a quello conseguente alle successive operazioni di risoluzione», cioè non la perdita totale del patrimonio, ha detto il sottosegretario Pier Paolo Baretta in risposta ad un’interpellanza di Massimo Palmizio e Renato Brunetta (Forza Italia); in ogni caso, il fatto che «la banca sia considerata in stato di dissesto o a rischio dissesto» ha impedito anche questo “sconto”, spingendo tutti i risparmiatori verso il burrone dell’azzeramento.

L’altro elemento fornito dalla risposta di Baretta è il motivo per il quale si è passati dall’eccedenza patrimoniale di 91 milioni del 31 dicembre 2012 segnalata dagli amministratori, ad un deficit di 60 milioni (retrodatato al 30 settembre...) rilevato da Bankitalia nella proposta di amministrazione straordinaria: l’eccedenza «rifletteva in gran parte componenti di natura straordinaria non ripetibili connesse all’operatività in titoli e di natura fiscale, e non teneva conto delle perdite rilevate in sede ispettiva ma non ancora recepite dall’azienda, nonchè dei rilevanti contenziosi in corso». Secondo Palmizio non sono state evidenziate le responsabilità di Bankitalia e non è stato spiegato perché si è andati avanti con il Fitd pur conoscendo la posizione Ue. Il capogruppo comunale Vittorio Anselmi, dal canto suo, ha messo nel mirino la gestione commissariale con la sua «opera di razionalizzazione»: «Se dopo due anni di attività dei Commissari, chiamati a “correggere i profili d’inefficienza” la banca da uno stato di crisi è piombato nell’abisso della risoluzione, di chi è la responsabilità della bancarotta?». Se ne riparlerà il 30 maggio in Consiglio comunale, visto che è stato iscritto l’ordine del giorno presentato l’11 aprile dal Pd per il «sostegno di obbligazionisti subordinati e azionisti Carife», e nell’occasione il sindaco Tiziano Tagliani farà il punto della vicenda.

Continua al proposito in commissione Finanze del Senato l’esame del decreto banche, nel quale sono compresi i rimborsi ai risparmiatori azzerati. Ieri pomeriggio sono iniziate le valutazioni dei primi articoli, che riguardano altri temi controversi come il patto marciano, e poiché la prossima settimana è prevista la sospensione dell’attività parlamentare per la Festa della Repubblica, gli articoli 8 e 9 sui rimborsi saranno esaminati non prima di una decina di giorni. «Dopo i primi contatti con il governo si può dire che c’è spazio di miglioramento del decreto - informa Mauro Marino, presidente della commissione - La prossima settimana mi troverò assieme ai relatori e agli esponenti governativi per valutare le proposte di riformulazione».

Stefano Ciervo

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