Bomba d’acqua sulla piazza Corse rinviate al 5 giugno

Inutile il lavoro dei contradaioli per liberare la pista dai teloni, alle 17 lo scroscio Proteste per la chiusura delle biglietterie, poi l’annuncio: rimborso per tutti

Il Palio più bagnato della storia recente ha dovuto alzare bandiera bianca alle 17, dopo l’ennesimo temporale domenicale. Neppure la gaffe dello speaker, «rinvio al 5 maggio, no scusate il 5 giugno» è riuscito a strappare un sorriso alle centinaia di contradaioli che avevano fin lì resistito sulle sponde di piazza Ariostea, parecchie decine dei quali avevano appena finito di arrotolare i teloni impregnati della pioggia caduta in mattinata, finendo nel fango fino alle caviglie ma illudendosi di aver salvato la pista. Invece la nuova “bomba” d’acqua ha vanificato la loro fatica: il terreno di gara era diventata troppo insidioso per i cavalli, soprattutto in uscita dalle curve, per poter tentare un consolidamento dell’ultima ora.

La task force dell’Ente Palio, guidata dal presidente Alessandro Fortini e dall’assessore Aldo Modonesi (visti verso le 15.30 pulire personalmente decine di poltroncine della tribuna, «non ditelo a mia moglie» pregava Modonesi), si è messa in moto nel primo pomeriggio, quando si è deciso di tentare la sorte nonostante le previsioni meteo disastrose («l’Arpae parlava di schiarite nel pomeriggio» la difesa). Troppo costoso rinviare la corsa dei cavalli, con tutto il contorno, meglio tagliare il corteo storico, limitandolo ad un percorso interno alla piazza. A partire dalle 16 tutte le attenzioni si sono puntate sulla pista, un’autentica incognita sotto i teloni di plastica. L’autobotte ha aspirato i laghi d’acqua formatisi negli ingressi, ma nell’ovale serviva olio di gomito e tanta attenzione, «possiamo rovinare la pista o salvarla, bisogna far defluire l’acqua verso l’interno» erano le istruzioni alle squadre. E in meno di un’ora la pista era libera, con fondo percorribile, anche se le parti interne dell’anello erano ancora sommerse dall’acqua: per questo sono poi entrati in azione gli escavatori, che spostavano sul prato interno la terra più infradiciata, per poi livellare di nuovo il tutto.

Intanto cominciavano le file alle biglietterie, con qualche mugugno per il costo del ticket prato («7 euro? Troppi»), mentre le tribune a 20 euro erano già piene. Prima fila per una mezza dozzina di anziani turisti Usa, «veniamo dalla South Carolina, siamo in vacanza e abbiamo visto sul web questa manifestazione». Subito dopo, però, il mega scroscio, il fuggi-fuggi, la resa. Il furgoncino della società di vendita dei biglietti e perfino le camionette della Polizia sono stati presi d’assalto da chi voleva il rimborso dei biglietti, «le biglietterie sono chiuse, a chi ci rivolgiamo? Non dovremo mica denunciarli...». Alla fine la rassicurazione di Fortini: «Tutti saranno rimborsati (l’indicazione è inviare una mail all’Ente palio), e i biglietti di ieri restano validi per domenica». I 500 posti di tribuna erano “bruciati” già martedì, altre 200 richieste inevase. Ora c’è una seconda chance.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA