Il tracciato Cispadana fa arrabbiare anche XII Morelli

Altre critiche dopo le proteste dei residenti di Alberone. Si preparano dei grandi manifesti

XII MORELLI. Non solo contro il tracciato a nord di Alberone, ma anche contro quello a sud verso XII Morelli. La preoccupazione e la mobilitazione dei cittadini sui possibili tracciati dell'autostrada Cispadana, continua a crescere. E dopo Alberone, arriva anche a XII Morelli. Dopo il gazebo allestito in piazza a XII Morelli, in occasione della Festa della Santissima Trinità, un gruppo di cittadini le cui case verrebbero «impattate o sommerse dal cemento» dal passaggio originario dell'asse autostradale, è pronto a dar battaglia a suon di grandi manifesti informativi.

Tre verranno posizionati sull'area che verrebbe coinvolta dal tracciato passante tra Alberone e XII Morelli. Promotore dell'iniziativa, a nome di un centinaio di famiglie impattate, oltre all'azienda agricola Lanzoni i cui terreni verrebbero calpestati dal tracciato, è Luciano Galletti, residente in via Borgatti a XII Morelli. Dai dati emerge che, spiega Galletti, «proprio quel tracciato, condiviso e da Comune e Regione, è il più impattante di tutti. Se il passaggio a nord di Alberone, impatta entro i 250 metri, 40 case, ne sommerge una, quella del signor Bastia, con un'altezza del rilevato stradale di 2 metri e un solo viadotto. Il tracciato che la politica predilige, va ad impattare 150 case, ne sommerge o semisommerge 15, passa ad un'altezza di 8 metri dal livello di campagna, che significa 600 metri cubi per metro lineare di materiali non identificati, con devastazione dell'ambiente e delle acque per km. Si prevedono inoltre 3 o 4 metri di pannelli di mitigazione e 3 viadotti e 2 sottovia (via Monsignore e via Riga)». Nel presentare un progetto alternativo meno impattante, che prevede un passaggio in trincea nei terreni della Partecipanza, Galletti riferisce: «Diverse le azioni di sensibilizzazione che in questi ho giorni condotto presso le sopraintendenze di Ferrara, Bologna e Roma, per informare sui reali affetti del tracciato, in realtà condiviso solo dalla politica, e sull'esistenza di progetto alternativo meno impattante, già proposta a Lodi oltre 4 anni fa. Un messaggio che, sembra sia arrivato al ministro Franceschini».

Intanto Carlo Bregoli di Alberone, si è fatto promotore di una lettera inviata ai responsabili della salute in Regione: «Io e altre centinaia di persone stiamo cercando una via d'uscita da una situazione che non prevede quella legale. Il passaggio dell'autostrada a 50/100 metri dalle nostre case, sarà letale per il paese. Una situazione surreale che impone una visione del futuro che ora non abbiamo, ma che i nostri figli ci esortano a trovare». Un appello, quello di Bregoli alle autorità sanitarie regionali, affinché venga garantita «la tutela del diritto alla salute degli alberonesi». L'intento è quello di «individuare un possibile percorso d'uscita per coloro che verranno incarcerati dall'inquinamento, visto che le case diverranno prigioni invendibili. Da ciò, l'obbligo di rifondere del danno il proprietario della casa, entro la fascia di tutela della salute, che potrebbe essere di 200 metri ai lati dell'autostrada».

Beatrice Barberini

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