Lettera aperta al truffatore dei preti

Nella sua lettera aperta lo chiama per nome e cognome. Da una parte, don Domenico Bedin, dall’altra il “truffatore dei preti”, già condannato per aver raggirato l’anziano parroco di Sabbioncello....

Nella sua lettera aperta lo chiama per nome e cognome. Da una parte, don Domenico Bedin, dall’altra il “truffatore dei preti”, già condannato per aver raggirato l’anziano parroco di Sabbioncello. Dall’inizio di giugno è tornato in azione «telefonando a tanti preti di Ferrara e dintorni - scrive don Bedin – imitando molto bene la mia voce. Io (ma sei tu!) chiedo da mille a duemila euro per salvare dallo sfratto una famiglia. Dico (ma sei tu!) di versare immediatamente il denaro sul un numero di postepay intestato a te. Poi ( ma sei sempre tu!) prometto di restituire la somma nel giro di un giorno o due». Questa la truffa denunciata da don Bedin, a volte andata a segno («hai scoperto che i miei confratelli mi vogliono bene e mi stimano perché più di uno ti ha versato chi 600, chi 1000 e anche 2000 euro»), a volte no: anzi, le mancate vittime hanno avvisato il vero don Bedin, che immagina per l’impostore una imminente, nuova carcerazione: «allora ti metterai a piagnucolare e magari mi chiederai di darti un'altra possibilità... Ti ricordo che con l’Associazione Viale K ti ho dato l'opportunità di uscire in misura alternativa. Ma dai finiscila e consegnati. Magari è la prima volta che fai una cosa da uomo». E ai confratelli consiglia, con il Vangelo, «di far sudare la moneta nella mano prima di darla in carità (detto da me poi!)».