Annegato come il fratello due anni fa

Lido Estensi, terribile precedente in famiglia: nel giugno 2014 la morte durante un bagno nel fiume Oglio dopo una grigliata

LIDO ESTENSI. Una giornata di vacanza al mare finita in tragedia. Vladut Vasile Savin, 22 anni, che abitava a Cerea, ha perso la vita a Lido degli Estensi dopo essere finito tra le onde da dove non è più riemerso. E due anni fa, il 12 giugno, un fratello della vittima, Ioan, di 23 anni, era morto annegato nell’Oglio vicino a Mantova. La dinamica più o meno simile. Una tragedia senza fine, per la famiglia Savin e Cerea è rimasto l’ultimo dei tre fratelli a cui è toccato il triste compito di riconoscere la salma del congiunto e avvisare i genitori che vivono in Romania.

Vladut Vasile Savin era uscito verso le 10 su un pedalò, all’altezza del Bagno Italia, insieme a tre amici diciottenni, un ragazzo e una ragazza, tutti di Cerea, partiti la mattina presto per passare la domenica al mare.

I quattro amici erano reduci da una serata di festa. Ieri mattina avrebbero deciso di avventurarsi in acqua, nonostante il mare non fosse del tutto sicuro a causa del vento. All’improvviso, come ha ricostruito la Capitaneria di Porto, sarebbero caduti in acqua e Vladut, che pure sapeva nuotare, è andato a fondo, mentre gli altri ragazzi venivano soccorsi dai bagnini, allertati dalle loro urla di soccorso. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria che potrebbe disporre l’autopsia per accertare le cause della morte.

«È una tragedia enorme per la famiglia e per la nostra comunità», spiega un conoscente del giovane carpentiere, un romeno che vive a Cerea, «e per la famiglia Savin è un’altra tremenda mazzata. Due anni fa era morto annegato Ioan, che viveva e lavorava a Mantova, e adesso è toccato a Vladut Vasile. Non so nemmeno come il fratello, che adesso è rimasto solo, possa averlo detto ai genitori. La nostra comunità è profondamente colpita da questa disgrazia».

Il corpo senza vita di Ioan Savin, fratello di Vladut Vasile, era stato inghiottito dalla corrente del fiume Oglio a Campitello. Il ragazzo era sull’argine, nella zona di strada Gazzuolo insieme a tre connazionali trentenni per una grigliata che si è trasformata in una tragedia. Il corpo è rimerso dall’acqua a poca distanza dal ponte di Gazzuolo.

Savin, magazziniere in un’azienda di Nogarole Rocca, subito dopo aver finito di mangiare ha deciso di bagnarsi i piedi per combattere il caldo che ha contraddistinto la giornata di oggi. Erano circa le tre. Per qualche minuto è rimasto a riva, poi si è spinto un po' più in là. Ad un certo punto la corrente ha iniziato a trascinarlo verso un sabbione.

Il 23enne, un ottimo nuotatore da quanto raccontano gli amici che erano con lui sull'argine, ha aspettato qualche secondo prima di chiedere aiuto.

Una tragedia nella tragedia, un dolore che non troverà mai fine per la famiglia dei due ragazzi che hanno visto lo stesso tragico destino nel giro di pochi anni.

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