Ferrara: collezionista di furti e di condanne

Nel 2009 partorì poche ore dopo l’arresto e venne rilasciata. Ha 26 anni, ne dovrà scontare quasi venti in carcere

FERRARA. In 26 anni di vita è riuscita a collezionare un curriculum di condanne pari quasi alla durata della sua intera esistenza: è di 19 anni il cumulo di pena che Caterina Vukovic, di origine serbe, deve scontare dopo le 30 condanne per furto inflitte da tribunali di tutta Italia. La donna, dopo una lunga latitanza, è stata catturata domenica dai poliziotti del commissariato di Anzio ed era ricercata su tutto il territorio nazionale, isole comprese.

Aveva colpito anche a Ferrara, nel marzo del 2009, quando aveva solo 18 anni e già una ventina di “alias”. Era stata sorpresa a rubare in un appartamento di via XXV Aprile. Una residente, rientrando, si era insospettita perché aveva incrociato in ascensore una ragazza che era poi uscita frettolosamente dal palazzo. Allarmata, era corsa in casa, e lì aveva sorpreso Caterina Vukovic e, urlando, aveva dato l’allarme. La giovane era stata bloccata fino all’arrivo di una Volante della Polizia. Nascosti nel reggiseno, c’erano anelli, bracciali e orecchini ed erano scattate le manette.

Il suo era stato però un arresto-lampo perché la ragazza, incinta di nove mesi, aveva avvertito le doglie in Questura e poco dopo aveva partorito una bambina all’ospedale Sant’Anna. La legge in questi casi prevede l’immediata liberazione, e la giovane era stata rilasciata.

Due anni e mezzo dopo, a Tortolì, aveva di nuovo scampato il carcere grazie alla maternità: dopo aver patteggiato oltre tre anni, sempre per furto, le erano stati concessi i domiciliari perché aveva un bimbo di un mese e mezzo. Ma nella sua carriera di ladra specializzata in furti in appartamento, Caterina aveva spaziato un po’ in tutte le regioni: oltre all’Emilia Romagna e la Sardegna, anche il Veneto, la Lombardia, la Sicilia e il Lazio, dove infine è stata catturata.

Il suo arresto è avvenuto dopo una soffiata agli investigatori di Anzio circa la presenza della donna ricercata in un campo nomadi della zona. Dopo una serie di appostamenti, i poliziotti avevano notato che uno dei camper si spostava tra la costa e le campagne di Aprilia e hanno intuito che la giovane, che poteva naturalmente contare sulla protezione dei suoi parenti, potesse trovarsi su quel mezzo. Ed è seguendo i movimenti del camper che gli agenti sono arrivati a un casolare e hanno atteso il momento adatto per entrare in azione. Il blitz è scattato all’alba. Alcuni poliziotti in borghese hanno bussato al casolare e, come prevedibile, i parenti della donna hanno cercato di fare la scudo per permetterle di scappare. Caterina Vukovc ha cercato di dileguarsi saltando da una finestra sul retro, ma ad attenderla ha trovato due poliziotti che le hanno fatto scattare le manette ai polsi. Proprio la cerchia dei familiari, unita al ricorso a numerosi alias, in tutti questi anni aveva consentito il prolungarsi della latitanza. La donna è stata poi condotta in Commissariato dove le è stato notificato il provvedimento restrittivo con 19 anni e mezzo di carcere da scontare. (a.m.)