«Maastricht favorisce solo i forti»

Il greco Deliolanes alla Fiom: il popolo non può decidere? Un insulto

Politiche europee, austerità,Brexit, nazionalismi emergenti, necessità di modificare e rendere più democratica l'attuale Unione Europea. Di questo si è parlato nel corso del dibattito “Europa: abbiamo un piano B?”, all'interno della festa per i 115 anni dalla nascita del sindacato Fiom. Sono intervenuti Dimitri Deliolanes, Bruno Favignani, Lorenzo Marsigli, Francesco Gesualdi, Leonardo Paggi. Alessandro Somma, docente di diritto comparato all'Università di Ferrara, moderatore del dibattito, rileva come «la vittoria del no, è espressione del voto di chi accede ai salari più bassi, di chi vive in povertà. Esiste una sinistra radicale che chiede di uscire da tutto, Eurozona e Euro, e una sinistra radicale che vuole rimanere in Europa, ma con maggior democrazia». Dimitri Deliolanes, giornalista greco, conosce molto bene la situazione europea, e spiega che «Alexis Tsipras è nemico dell'austerità, ma si è trovato di fronte all'alternativa di essere espulso dall'Eurozona. Quando l'anno scorso in Grecia c'è stato il referendum sulla proposta dei creditori, all'Ue non è importato niente, anzi, erano pronti a buttarci fuori. Ma la cosa che più offende, anche nel caso inglese, è la frase che il popolo non deve decidere su cose così importanti. Questi sono insulti». Secondo Deliolanes, «il Trattato di Maastricht, accettato con fiducia dalla sinistra storica, è un trattato che favorisce i paesi già forti, rendendoli ancora più tali e accentua le diseguaglianze».

Veronica Capucci