L’attacco di Tagliani «Visco (Bankitalia) dovrebbe dimettersi»

Il sindaco: il sistema dei controlli non ha funzionato Molti azzerati Carife senza rimborso, il 28 fiaccolata in città

Ha aspettato di essere di nuovo di fronte ad un gruppo di azzerati, il sindaco Tiziano Tagliani, per affondare il colpo che probabilmente aveva in canna da tempo. È successo ieri mattina, a Palazzo Municipale. «Mi chiedo perché nessun giornale si ponga il problema di un sistema, quello dei controlli sulle banche, che non ha funzionato se è vero che ce ne sono una ventina fallite o quasi. Il caso Carife non è isolato, anzi. E ricordo che un governatore di Bankitalia, Fazio, si dimise per la vicenda Popolare Lodi. Visco dovrebbe fare la stessa cosa? Per me sì, e anche il presidente della Repubblica che ha difeso il governatore dovrebbe porsi il problema». Queste sue parole hanno strappato un applauso. Per il sindaco, egli stessi piccolo azionista, «il sistema va messo in discussione oggi, altrimenti non lo si farà più. Qualcuno dice che m’intendo di politica e non di banche, ma continuo a dire quanto penso». Il sindaco ha ribadito i 4 obiettivi del Comune: non consentire che problemi come Mps e banche venete «facciano dimenticare Carife e le altre tre, che hanno ricevuto il trattamento peggiore»; informare sulle modalità complete dei rimborsi; vigilare che eventuali extra-profitti della vendita («anche se le notizie di stampa sono poco confortanti») e dalle azioni di responsabilità vengano stornati agli azzerati; e infine favorire il rapporto tra banca e risparmiatori «che resta indispensabile per garantire un futuro a Carife».

Il Comune è quindi a fianco di Mirko Tarroni e Marco Cappellari, rappresentanti di Azzerati e Amici di Carife, che hanno organizzato una fiaccolata del 28 luglio alle 20.30, a partire da piazza Travaglio, per chiedere tutele ai risparmiatori al di là della legge rimborsi appena approvata. «I numeri sono chiari, i rimborsi automatici dell’80% toccheranno circa 2.000-2.500 ferraresi, uno su dieci considerato che gli azionisti sono 28mila e loro non sono considerati - ha spiegato Tarroni - Chiediamo il rimborso totale per gli obbligazionisti, e una soluzione tipo Caricesena o 30 luglio 2015 (l’assemblea Carife del rilancio mai applicata, ndr) per gli azionisti. Ora, con la vicenda del salvataggio di Cesena abbiamo la consapevolezza della gravissima ingiustizia che abbiamo subìto, assieme all'intera economia ferrarese». C’è chi, come Andrea Rimondi, è «fuori dai rimborsi automatici perché con reddito superiore a 35mila euro, e per l’arbitrato dovrei provare di essere stato truffato... Ma non mi rassegno di aver perso decine di migliaia di euro». Il corteo del 28 luglio non ha ancora un percorso definito, ma non passerà nè davanti alla sede Pd nè davanti a filiali della banca, «non siamo contro Carife, anzi». Cappellari ha ricapitolato quanto successo dopo l’assemblea del Teatro Comunale, «la più partecipata tra quelle delle 4 banche con 1.000 persone dentro e 200 fuori, le associazioni di categoria e i sindacati», e ha ribadito che non potrà finire così: «Non vorremmo essere gli unici esodati di banche».

Quanto ai rimborsi, l'amministratore delegato di Carife, Giovanni Capitanio, confida che le norme attuative escano a giorni: saranno pubblicate sul sito. La base di calcolo dell’80% sarà l’importo effettivamente azzerato, come sperano i ferraresi? «In assenza di decreti attuativi questo aspetto va chiarito, continuano a garantirci che questa è l’interpretazione giusta» hanno ribadito Cappellari e Tarroni. (s.c.)

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