«Il brodo del Boicelli, acqua a 42°»

Temperatura dell'acqua del canale Boicelli

L'allarne del Movimento Cnque Stelle: individuato lo scarico che fa innalzare la temperatura, nei pressi del polo chimico. La misurazione effettuata fra via Bongiovanni e via Michelini. L'Unione Pescatori Estensi ha ripreso l'operazione in un video

FERRARA. Bolle l'acqua del canale Boicelli. L'allarme è stato lanciato da alcuni cittadini, ripreso dal Movimento 5 Stelle e rilanciato dalla pagina Facebook dell'Unione Pescatori Estensi (Upe) che hanno girato anche un video per documentare lil fatto. «Questa volta a rischio è la temperatura - scrive il Movimento Cinque Stelle -  Federico Balboni, capogruppo M5S di Ferrara, e Marco Falciano, coordinatore Guardie Ittiche Volontarie UPE, sono stati i primi a verificare la fondatezza delle segnalazioni. I due hanno misurato, con l’ausilio di un termometro, una temperatura dell’acqua variabile tra i 40° e i 42°C, filmando il tutto e inviando subito la segnalazione all’organo competente Arpae».

Durante l’accertamento è stato possibile identificare, prosegue il M5S, «lo scarico responsabile dell’inquinamento termico in una vasta area del canale, apparentemente collegato al polo chimico della città. La temperatura del corso d’acqua è stata misurata presso via Giuseppe Bongiovanni e via Enzo Michelini e in entrambe le zone risulta fortemente surriscaldata, nonostante sia stata misurata sempre all’ombra, nella sponda opposta rispetto allo scarico, e al momento in cui era presente un certo flusso di corrente. È indice del fatto che lo scarico imputato riversi in acqua liquidi o altri materiali in concentrazione e a temperatura tali da produrre l’innalzamento della temperatura acquatica di oltre 10°C».

Questo canale, conclude il comunicato, è uno dei pochi nella provincia «ov’è concessa la pesca sportiva con la tecnica del belly boat, praticata direttamente in acqua con l’ausilio di un salvagente, ed è ampiamente utilizzato anche dai canottieri. Per garantire anche la loro incolumità appare necessario verificare i motivi che hanno determinato tale fenomeno e, nel caso si individuino i diretti responsabili, ci auguriamo che vengano sanzionati per l’inquinamento termico e il conseguente danno ambientale realizzato, e costretti a risarcire secondo il principio “chi inquina paga”».

Il video è disponibile sulla seguente pagina Facebook: https://www.facebook.com/unionepescatoriestensiupe/?fref=nf

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