Reperti a Comacchio, Napoli punta i piedi

Dopo l’accordo tra il sindaco e il responsabile del Museo partenopeo c’è chi dice no. Fabbri: non vogliamo certo rubarli

COMACCHIO. Anche il ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini è stato tirato in ballo nella accesa polemica scoppiata a Napoli nelle ore successive all’accordo firmato il sindaco di Comacchio Fabbri ed il direttore del Museo Archeologico di Napoli (Mann) Paolo Giulierini. Dura la replica dello stesso Fabbri alle accuse che da sud a nord stanno tenendo banco in questi giorni in rete. «Il ministro Franceschini non è stato in alcun modo coinvolto in un'operazione dal connotato esclusivamente culturale – specifica il sindaco lagunare -, ed è stato informato a protocollo sottoscritto. La nuova sinergia fra Comacchio ed il Museo archeologico di Napoli è nella sostanza un esempio virtuoso di collaborazione nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio storico – culturale del Paese che, accantonate polemiche sterili e strumentalizzazioni inutili, auspichiamo in breve possa svilupparsi quale modello operativo diffuso».

Il polverone si è scatenato nella città partenopea, dopo che la stampa locale, definendo Comacchio come “succursale del Mann”, ha sintetizzato i termini dell'accordo, che consentirà in autunno di realizzare una mostra con reperti pompeiani mai esposti in pubblico e ora custoditi nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Napoli. Scardinando il castello di accuse Fabbri richiama la recente candidatura della sua città a capitale della cultura per il 2018, spiegando che il fermento culturale che ne è seguito, «ha favorito l’attivazione di importanti collaborazioni, il cui apice è stato appunto raggiunto con lo storico protocollo di intesa siglato il 20 luglio scorso con il Mann».

Dalla collaborazione con il museo, ritenuto il più importante al mondo per la storia romana, prende avvio una «promozione reciproca alla realizzazione di mostre temporanee a Comacchio - aggiunge Fabbri -, con il semplice prestito di reperti e non con la paventata donazione. In tutto questo il Mann non sosterrà costi e anzi beneficerà della promozione correlata alla realizzazione di mostre temporanee», mentre Comacchio «avrà l’onore e l’opportunità di ospitare a Palazzo Bellini importanti mostre archeologiche temporanee ed il nascente Museo Delta Antico potrà fregiarsi del titolo di patner del Museo Archeologico Nazionale di Napoli». Per Fabbri «L’ obiettivo non è impoverire o sottrarre reperti al museo di Napoli come da alcuni ipotizzato, bensì di promuoverlo, affinché possa dispiegare tutte le sue potenzialità».