Nel Sottomura, scatta l’allarme degrado

Viaggio nell'anello verde attorno alla città: le carenze del percorso ciclopedonale, ritardi nello sfalcio dell’erba, scarsa segnaletica, fondo stradale da sistemare

FERRARA. È un polmone verde importantissimo e vitale per la città. Le Mura estensi e il sottomura formano una cintura di quasi 13 chilometri non consecutivi. Spazi dove correre, camminare, girare in bicicletta e trascorrere momenti di relax. Un percorso esistente, ricreato nella sua originale composizione negli anni Ottanta del secolo scorso, che è soggetto di una continua manutenzione. Ma anche per la vastità dell'area non sempre è curato a dovere. Ecco alcune osservazioni notate durante un tour completo dell'anello murario compiuto nella giornata di sabato.

 

Attraversamenti. Buona parte dei passaggi ciclopedonali, tra una parte e l'altra del sottomura non collegate tra loro, presenta un buona protezione. Alcuni tratti come in via San Maurilio nella zona di San Giorgio e via Tumiati al palapalestre sono ben evidenziati in alcuni casi anche con l'asfalto colorato in rosso. Ma c'è un punto particolarmente pericoloso che necessiterebbe quanto meno di strisce pedonali più vicine o dissuasori ed è quello che passa nel retro della scalinata di piazzale Medaglie d'Oro. Andrebbe messo in sicurezza magari avvicinando le strisce pedonali al percorso o quanto meno segnalarle con un colore più evidente. Manca poi una segnaletica specifica per consentire di raggiungere nella migliore sicurezza possibile i sottomura nel tratto mancante tra via Rampari di San Paolo e via Darsena. Stesso discorso per il sottomura di via Ticchioni e via Battista e quello di Porta Po.

Erba alta. Aspettando l'arrivo autunnale delle pecore, così come annunciato a primavera dopo la loro partenza, evidentemente il settore verde pubblico ha tralasciato lo sfalcio soprattutto nel sottomura di via Caldirolo. In alcuni tratti l'erba è così alta in prossimità del percorso ciclopedonale che supera anche i due metri con tutti i rischi anche dal punto igienico che la cosa comporta in termini di proliferazione di insetti, rettili e topi a pochi passi da dove la gente passa. In alcuni casi la vegetazione è riuscita ad arrampicarsi sulle mura. Anche nel sottomura di via Gramicia l'erba raggiunge discreti livelli non tanto vicino al percorso ciclopedonale, ma in prossimità della strada.

Cartelli. Alcuni cartelli segnaletici sono così vetusti e usurati che sono diventati oggetto di vandali o writers creativi che ne hanno definitivamente vanificato l'uso e lo scopo. Sarebbe utile invece non solo per i turisti, ma anche per molti ferraresi inserire cartelli segnaletici per descrivere i vari punti del sottomura, sia dal punto di vista storico che geografico e moltiplicare quei cartelli che illustrano le varie piante e i fiori che si trovano sopra e sotto le mura. Più informazione non guasterebbe.

Sicurezza. Il sottomura deve essere soprattutto sicuro per cui in alcune zone sempre della Gad sarebbe opportuno intensificare la vigilanza. È stato un bene chiudere il cancello in prossimità di una via di fuga tra la mura di via Belvedere e il sottomura di Porta Po. Ma a pochi metri è stato creato un piccolo varco con gli spacciatori in fuga che scavalcano la rete ugualmente. Sarebbe opportuno rinforzare anche la recinzione in quel punto con deterrenti “spinati” per chi vuole scavalcare.

Fontanelle e panchine. Il percorso è costellato da fontanelle per lo “spugnaggio” di ciclisti e podisti, ma alcune di queste sono difettose o non funzionanti come quella di via Ticchioni. Sarebbe opportuno aumentare le fontanelle, magari anche rimpiazzando alcune panchine che soprattutto nella zona a sud sono obsolete e che presentano la ruggine del tempo.

Fondo stradale. In alcuni punti il percorso ciclopedonale del sottomura si presenta ben levigato, con tratti in cemento. In altri è ben pressato come le mura di nord ovest. In altri ancora, come il sottomura sul versante est il fondo è invece costellato da ghiaia insidiosa, che fa rimpiangere il pavè delle classiche del nord. Una sistemata anche al fondo stradale non sarebbe male, anche per evitare storte agli arti inferiori per i podisti o altrettanto fastidiose forature di biciclette ai ciclisti.