Forza Nuova, verso il giudizio per diffamazione

La procura chiude l’inchiesta: indagati i due segretari nazionale e cittadino, Fiore e Piana

FERRARA. Il “pezzo” incriminato è ancora lì, sul profilo Forza Nuova Ferrara del 5 ottobre 2015: Il titolo: «Storia di ordinaria e inaccettabile #corruzione» e poi un articolato intervento sulla coop Camelot, che aveva segnalato il tutto in una denuncia alla procura come un atto di diffamazione da parte dei responsabili, i segretari, nazionale e cittadino (di allora), rispettivamente Roberto Fiore e Massimo Piana. Ora, quel pezzo, quel titolo e quelle parole, saranno il corpo del reato del processo che vedrà Camelot nel ruolo di parte civile e indagati i due responsabili, perché la procura - pm Giuseppe Tittaferrante - ha chiuso le indagini a carico di Fiore e Piana con la contestazione di diffamazione aggravata.

Perché, è pur vero che sono in corso da tempo verifiche sulla posizione di Camelot (vedi scheda qui sopra) come coop “pigliatutto” nel settore dell’accoglienza ai profughi in città, ma nessun organo giudiziario, nè tantomeno l’autority anticorruzione di Cantone hanno mai parlato di ipotesi di «corruzione». Dunque, visti gli accesi contrasti tra Forza Nuova e Camelot - non ultima la manifestazione qui a Ferrara contro la Coop alla fine d’agosto - quello che si attende sarà una contesa giudiziaria in cui Camelot chiederà conto delle affermazioni e gli esponenti di Forza Nuova difendersi. Come già anticipato nei mesi scorsi, Forza Nuova si è sempre fatta scudo del principio che quell’intervento era frutto di una «critica politica: un diritto di critica politica innegabile».