«Mi picchiava e l’ho lasciato. Non è colpa mia se è morto»

L’ex convivente si sente additata per il tragico gesto: insultata e minacciata «Hanno anche rubato le nostre foto e ora sono online a pagamento»

FERRARA. «Per anni ho preso le botte in silenzio, ho mandato giù magoni e adesso vogliono farmi anche ricadere la colpa delle sua morte».

Piange e si sfoga l’ex convivente del 31enne di origini dominicane che lunedì mattina si è suicidato in un luogo pubblico, impiccandosi al ponte di via San Giacomo sul Volano.

«Sono appena stata dai carabinieri - racconta - per denunciare anche il fatto che qualcuno è entrato arbitrariamente nel mio sito Facebook, rubandomi foto e post, vendendole poi a pagamento su un sito della Repubblica Dominicana. C’è chi vuole lucrare su una tragedia e per di più mi si accusa di essere stata la causa della sua morte. Mi hanno tempestato di insulti, mi accusano e minacciano, ma tutta questa gente che getta odio e fango su di me, non conosce la verità e il dolore che sto provando in queste ore, per quanto di tragico è successo».

È provata e frastornata per questo dramma, ma l’ex convivente non ci sta a passare come la causa della morte del suicida e dopo aver raccontato e denunciato tutto alle forze dell’ordine, arriva in redazione per spiegare le sue ragioni e chiarire alcuni aspetti che possono essere fraintesi, fornendo la sua versione dei fatti sul dramma di un suicidio.

«Siamo stati insieme cinque anni – prosegue nel racconto la donna, con un filo di voce, rotta a tratti dalla commozione – lui è venuto a vivere insieme a me e ai miei due figli nati da una precedente relazione. Negli ultimi tempi la mia vita era diventata un vero inferno anche perché dovevo fronteggiare davanti ai bambini le sue continue sfuriate. Non ho potuto fare altro che lasciarlo. È successo 2 mesi fa, stanca di penderle, in silenzio, e per tutelare anche i miei figli minorenni, che vedevano in casa un ambiente che non faceva per loro».

Tra gli elementi che stanno indagando gli inquirenti sul suicidio dell’uomo, c’è anche uno scambio di messaggi con la donna che ha avuto prima di impiccarsi. E anche su questo aspetto arrivano alcune precisazioni.

«È vero - dice - mi ha mandato un messaggio nel quale lasciava trasparire la volontà di farla finita, con la foto anche di un cappio. Nei messaggi non mi accusava, scriveva che era stanco, aggiungendo anche delle frasi un po’ sconclusionate, il tutto scritto in spagnolo. Messaggi indirizzati al mio smartphone, inviati di notte, mi ha poi mandato altri messaggi alle 5 che poi ho letto al mattino presto. Ad un certo punto ho informato anche una sua parente che vive in Emilia Romagna, spiegandogli anche la mia preoccupazione, ma questa mi aveva anche tranquillizzato, facendomi capire che a suo dire si trattava di una nuova sceneggiata, di un forzare la mano di una situazione che ormai non si controllava più». Gli ho anche telefonato verso le 8 ma non mi rispondeva, poi ho capito purtroppo il perché ».

La donna continua il suo racconto mentre si asciuga le lacrime, scarica la tensione, mostrando la sequenza dei messaggi.

«Adesso vivo con un grande senso di colpa – dichiara – e in tanti mi hanno già scritto offendendomi e minacciandomi, dicendo che quello che è successo è tutta colpa mia. Non è giusto e c’è anche chi specula in questa facendo, lucrando su una tragedia che, credetemi, non ho potuto impedire, come ho anche spiegato ai carabinieri. Non so più cosa fare e mi sento minacciata».

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