Danni perenni da stalking: 50mila euro di risarcimento

Ferrara, condannato dal giudice civile per la persecuzione all’ex compagna. L’avvocato della vittima: ferita psicofisica così profonda da rovinare una vita

FERRARA. Dovrà risarcire la sua compagna per gli anni di persecuzioni e sofferenza che le ha inflitto, rovinandole la vita. Un cinquantenne ferrarese è stato condannato ieri dal giudice civile a un risarcimento di 50mila euro per stalking.

La sentenza civile è solo l’ultimo atto di una vicenda dolorosa cominciata nel 2010, quando la donna decide di interrompere la relazione sentimentale che durava dal 2006. Una decisione che lui però non riesce e non intende accettare, e quello che era stato un legame di affetto si trasforma in un rapporto tra vittima e carnefice. Lui la ossessiona con migliaia di sms e la molesta sfruttando tutti i mezzi di comunicazione, anche aprendo diversi account di posta elettronica. La segue per la strada, la aspetta fuori casa e all’uscita dal lavoro, estendendo la sua persecuzione anche ad amici, familiari e colleghi di lavoro della ex. Lei è terrorizzata al punto da stravolgere tutta la sua esistenza, prima limitandosi a modificare orari e abitudini, e finendo per cambiare lavoro (dovendosi accontentare) e città.

La denuncia penale sfocia in un patteggiamento di dieci mesi con il divieto di avvicinarsi o contattare la ex, ma questo non ferma lo stalker, che prosegue le molestie ai danni dell’ex compagna, sempre più spaventata. Dopo il patteggiamento, l’unica strada da percorrere per ottenere un risarcimento è quella civile. Assistita dall’avvocato Gianni Ricciuti, la donna intenta la causa. Il consulente tecnico del tribunale riconosce alla vittima un disturbo post traumatico da stress, con un danno biologico permanente e un’alta percentuale di invalidità. L’uomo è così condannato a un risarcimento di 50mila euro, non ritenendo il giudice sostenibile la tesi difensiva, secondo cui l’imputato era stato un compagno attento e amorevole durante i quattro anni della relazione. «Nonostante la soddisfazione professionale - è il commento dell’avvocato Ricciuti - non ci sono molti motivi per rallegrarsi. Di fronte a un danno biologico permamente, la frittata ormai è fatta. La mia assistita ha riportato una ferita psicofisica perenne, nei casi di stalking spesso non ci si rende conto fino in fondo delle sofferenze delle vittime».(a.m.)