Ferrara e tumori confermato un triste record

Secondo posto dopo Milano: colon, polmone e reni al top Età media alta e screening spiegano i dati solo in parte

FERRARA. I rifiuti pugliesi inceneriti in via Diana, l’incendio di plastica al petrolchimico, i divieti parziali al diserbante glifosato. Sono tre vicende che negli ultimi tempi hanno sollevato parecchie discussioni, con il sottofondo pressoché costante di commenti relativi ai record di tumori della nostra provincia. È una convinzione storicamente radicata, quest’ultima, che però trova riscontri nei dati più recenti del Registro tumori italiani, anche se va tenuto conto delle limitazioni geografiche di questi osservatori. I confronti territoriali sono infatti possibili con altre 24 province ed una manciata di regioni e aree vaste (il numero dei Registri cresce ogni anno ma le serie storiche ancora non ci sono), con significativi “buchi” anche in zone a noi vicine. In quest’ambito, in ogni caso, Ferrara spicca in senso negativo: come mostra la tabella a fianco, siamo al secondo posto con 6.042 malati ogni 100mila abitanti nell’osservazione riferita all’1 gennaio 2010, a poche lunghezza dalla “capolista” Milano e molto vicini a Genova. In assoluto, sono molte di più le donne colpite da tumori, 12.218 pari al 57,2% del totale, una percentuale superiore alla media del campione (55,55%).

Questa posizione così poco rassicurante è dovuta ad un gruppo di neoplasie specifiche, oltre un terzo delle 31 inserite nel rapporto annuale Airtum, l’associazione dei Registri tumori: sono quelle “da podio” nel confronto con le altre province monitorate. Siamo da primo posto assoluto per quanto riguarda i tumori al colon, retto e ano, con 967 casi per 100mila abitanti, contro gli 846 di Genova che è al secondo posto; per i tumori al polmone (216 casi standardizzati, Milano ci segue con 207); al tessuto connettivo, con 53 diagnosi al pari di Genova, e a vagina-vulva, con 51 (ci affianca sempre il capoluogo ligure). Numeri assoluti più consistenti accompagnano il primo posto ferrarese per il tumore all’endometrio, con 474 casi ogni 100mila donne, con Parma e Modena a seguire; per la neoplasia al rene e altri organi urinari, con un’incidenza di 273 contro 248 della Romagna intera; e per il tumore alla tiroide, con 362 casi contro i 329 di Latina.

Le altre neoplasie molto presenti rispetto alla media del campione sono testa-collo, pancreas, mammella (2.753 casi standardizzati, contro i 2.852 di Milano), vescica, linfoma non-Hodgkin. Si tratta di forme tumorali estremamente diversificate, anche nella classificazione delle potenziali cause, e con differenti percorsi di possibile guarigione. Si può sottolineare come Ferrara sia tra le province più attive in assoluto, e da più lungo tempo, negli screening a seno, colon retto e collo dell’utero, e questa ricerca contribuisce ad irrobustire i numeri dei casi: un po’ come succede nelle statistiche di furti e rapine, che da noi vengono denunciati e altrove molto meno. C’è da sottolineare che qualche esperto si rifiuta di commentare raffronti con dati non interpolati con l’età media della popolazione, perché i tumori insorgono più spesso in età avanzata, e Ferrara è uno dei territori più vecchi d’Italia. Tutto questo, però, non esclude la presenza di fattori specifici.

Stefano Ciervo

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