Scrive a Renzi: «Mi suicido». La sua mail fa partire l’allarme

Un ferrarese 60enne, senza lavoro, contatta il premier sulla sua casella personale.  Da Roma scatta l’allerta, carabinieri e 118 vanno a casa sua. E lui risponde: «Ci ho ripensato»

FERRARA. Lui scrive all’altro e scatta l’allarme. Lui, è un 60enne, ferrarese, che perde il lavoro ed è in estrema difficoltà. L’altro, 40enne, è Matteo Renzi, presidente del consiglio, che ha fatto della comunicazione l’arma personale, invitando tutti a contattarlo anche privatamente: «se qualcosa non va, mi scrivete, il mio indirizzo è matteo@governo.it» disse lanciando l’iniziativa due anni fa.

Però, la storia che parte da Ferrara e che ha coinvolto indirettamente il premier Matteo Renzi non ha nulla di istituzionale o politico, ma è personale, privatissima. E ruota appunto attorno ad una mail, che il 60enne ferrarese - in un momento di difficoltà - ha inviato al premier, informandolo della sua volontà di togliersi la vita, di non sopportare più quella che era costretto a vivere a Ferrara, in un momento difficile, senza lavoro, sposato con figli, ad oltre 60 anni.

Una storia a lieto fine, però, perché dopo l’invio della mail alla casella istituzionale-privata di Renzi (matteo@governo.it) nella quale il ferrarese confidava al premier la sua decisione, è scattato l’allarme (che allarme non era, per fortuna), segnalato da chi gestisce la posta elettronica del premier. Tutto è successo un paio di giorni fa: prima la segnalazione è stata girata alla Polizia postale di Roma, che ha subito allertato le forze dell’ordine a Ferrara. Un allarme che parlava di «intenti suicidiari», in puro stile-burocratese delle forze dell’ordine, e che è stato subito verificato da una pattuglia di carabinieri che si sono recati a casa dell’uomo, qui in città, in zona centro, con l’ausilio dei sanitari del 118.

Ma non c’è stato bisogno di nessun intervento. Una volta contattato a casa, il 60enne ha potuto spiegare ai più che sorpresi tutori dell’ordine che la sua volontà, manifestata in modo così netto nella mail al premier, era scemata: una mail che aveva scritto in un momento di sconforto, che lo aveva portato a digitare l’indirizzo e poi cliccare sull’invio alla posta elettronica di Matteo Renzi.

Un problema dicevamo privatissimo, ben lontano dalle altre insidie politico-istituzionali che il premier sta e deve affrontare in questi giorni. Un allarme, per fortuna, subito rientrato e che ha messo in luce, quantomeno, la velocità di comunicazione che ha portato le forze dell’ordine a verificare subito che il problema era rientrato. Ultimo ma non ultimo, ovviamente, dopo l’intervento dei carabinieri (a loro era stato girato l’intervento dalla polizia) una informativa sarà inviata alla autorità giudiziaria, per la valutazione del caso, solo come atto dovuto. E per chiudere l’allarme che allarme non era.