E adesso guai e denunce, dopo il blitz al Palaspecchi di Naomo Lodi

Naomo Lodi davanti al Palaspecchi per il lbitz

Dopo l'autosgombero della Lega Nord e un gruppo di 30 persone  di mercoledì scorso, la proprietà dell'immobile, Ferrara 2007, ha presentato una querela  alla Digos di Roma. Violazione di area privata, il reato ma si indaga anche d'ufficio per manifestazione non autorizzata e turbativa d'ordine pubblico

FERRARA - Fioccano denunce, dopo il blitz di mercoledì sera al Palaspecchi, con l’autosgombero di Nicola Naomo Lodi, responsabile immigrazione Lega Nord e altri rappresentanti di associazioni della città. A presentarle alla Digos di Roma, - ma contro ignoti, precisazione doverosa al momento, visto che vi sono ancora accertamenti in corso - è stato Giacomo Cavallo, presidente del consiglio d’amministrazione di Ferrara 2007 spa, proprietaria del Palaspecchi che ha denunciato, dopo esser stato informato del blitz di mercoledì sera,  che un nutrito gruppo di persone ha fatto irruzione all’interno dello stesso edificio» forzando recinzione e dopo essere entrati «avrebbero lanciato oggetti  tra cui sanitari, pannelli, porte». «Sappiamo -  specifica Cavallo all’ispettore Digos che redige la denuncia - che la questura di Ferrara ha provveduto ad identificare varie persone».

E dunque nella denuncia  chiede «che il responsabile o i responsabili dei fatti sopra descritti qualora identificati vengano perseguiti per i reati che si configurano, secondo la vigenet normativa». Le indagini di Digos, questura  e carabinieri - spiegano gli inquirenti - dovranno accertatare «chi ha fatto cosa».  Ovviamente si parte da una  responsabilità politica attribuita a  Naomo Lodi, responsabilità che deve essere ancora accertata sotto  l’aspetto penale.

Le forze dell'ordine per il blitz di Naomo


La denuncia di Ferrara 2007 dal punto di vista tecnico,  anche se generica può configurare la contestazione di violazione di area privata, ma da quanto si apprende  sono in corso altre indagini per verificare reati procedibili d’ufficio, in quanto il blitz può esser ritenuto comunque manifestazione non autorizzata che ha di fatto turbato l’ordine pubblico:  quella sera sul posto vi era uno spiegamento di forze di quasi una decina di pattuglie tra polizia, carabinieri, municipale e il massimo dirigente Digos, nonchè capo di Gabinetto della questura, Pietro Scroccarello.


Naomo Lodi lo ricordiamo aveva dichiarato di «aver preso possesso del Palaspecchi, stiamo sgomberando i locali con cittadini normalissimi e non c'è nessun atto di violenza». «Sgombero che doveva fare questa amministrazione», la critica mossa da Nicola  Naomo Lodi, che era entrato - nell'ambito della manifestazione non autorizzata - all'interno dell'edificio, «assieme ai rappresentanti di tre associazioni della città», così aveva dichiarato: in tutto circa trenta persone.

Poi era salito dentro il Palazzo degli Specchi, lanciando dalla finestra tutto ciò che gli capitava sotto mano: biciclette, materassi, stereo e altri oggetti. Un modo per affermare che il palazzo deve essere liberato dagli occupanti abusivi. L'obiettivo dichiarato all'inizio era di occupare a oltranza, alla fine però Lodi è sceso, seguito dagli altri "compagni di blitz".

A convincerlo, il funzionario della questura,  Scroccarello, intervenuto poco dopo l'inizio del lancio di oggetti. Poi sul posto anche vigili urbani,  polizia e carabinieri. Lui stesso, Naomo, parlando e “trattando” con Scroccarello era stato informato «di probabili denunce ma in assenza di risposte entreremo ancora», annunciando altre irruzioni «assieme a persone provenienti da tutta Italia».

Promettendo infine di «esser disposto a non intervenire più purché il sindaco dia l'ordine di sgombero, l'avevo detto anche al prefetto» aveva ricordato Naomo stesso. Sulla denuncia, che concretamente si configura per lui, già si difendeva così: «Denuncia? Forse una sanzione, ma si può fare ricorso - aveva risposto - quello che stiamo facendo però è giusto».