Barricate a Gorino, respinti i profughi Erano 12 donne: mandate a Ferrara, Fiscaglia e Comacchio

Il prefetto Tortora ha requisito l'ostello Amore-Natura, i cittadini scendono in piazza, lunga mediazione tra le forze dell'ordine e i blocchi, a mezzanotte la decisione di dirottare altrove il bus con a bordo solo donne provenienti da Nigeria, Guinea e Costa D'Avorio. Le dodici migranti, di cui una incinta all'ottavo mese, sono state ospitate in strutture di Fiscaglia (4), Ferrara (4) e Comacchio (4).

GORINO. La lunga mediazione tra le forze dell'ordine giunte in massa a Gorino e gli abitanti scesi in strada alla notizia dell'arrivo dei profughi nell'ostello del paese, requisito per l'accoglienza su ordine del prefetto, è fallita. Né le autorità hanno voluto calcare la mano in un clima già di per sé pesantissimo.

Gorino sulle barricate, la mediazione fallisce

Poco dopo mezzanotte la notizia: il pullman con a bordo solo donne, che da ore era fermo nei pressi della caserma dei carabinieri di Comacchio, in attesa di un via libera per fare gli ultimi chilometri, stava facendo inversione. Destinato a raggiungere altre sistemazioni trovate in emergenza nelle ore convulse delle barricate con l'intervento dei sindaci e di Tiziano Tagliani anche in qualità di presidente della Provincia: le dodici  donne, di cui una incinta all'ottavo mese, sono state ospitate in strutture di Fiscaglia (4), Ferrara (4) e Comacchio (4). Provengono da Nigeria, Guinea e Costa D'Avorio.

VIDEO: Nell'ostello requisito per i profughi

I malumori a Gorino erano cominciati ieri pomeriggio (lunedì) con il tam tam che ha preso quota in paese, ma anche su Facebook, dopo la notifica dell’ordine di requisizione da parte del prefetto di alcune stanze del bar ostello “Amore Natura”. Subito è cominciato l’andirivieni nel bar-ostello, ritenuta da tutti punto di riferimento nevralgico, luogo di aggregazione e non solo una struttura ricettiva per i turisti.

Loredana Finotto è una delle residenti che, come tanti altri, ha voluto portare a Sanela Mikolik e al suo socio Paolo Fabbrini vicinanza e solidarietà. «Questo è l’unico bar per le colazioni rimasto in paese – esclama Loredana -, e qui alla mattina ci troviamo noi donne per fare due chiacchiere e stare insieme. Ma anche gli anziani vengono qui e dopo la colazione giocano a carte. Adesso che è requisito, noi dove andremo?». Già dalle 18, quando si è diffusa la notizia secondo cuiil sindaco Diego Viviani aveva convocato una riunione d’urgenza, in paese cominciava a montare la rabbia.Col passare dei minuti davanti all’ostello la folla si faceva sempre più numerosa. Qualcuno indugiando davanti alla porta d’ingresso, mostrava la copia dell’ordine di requisizione prefettizio.

Nel documento, datato 24 ottobre 2016, il prefetto Michele Tortora ordina la «requisizione con effetto immediato e sino al 28 febbraio 2017 e comunque fino a nuove esigenze di sei stanze dell’ostello Bar Gorino Amore-Natura, da adibire ad ospitalità di richiedenti protezione internazionale, assegnati alla Prefettura di Ferrara».

Nel dispositivo con cui il prefetto giustifica l’atto come «provvedimento contingibile ed urgente” si fa riferimento a «uno stato di necessità per il preminente interesse pubblico», ma i residenti non hanno accettato quella che ritengono essere una decisione d’imperio, senza preavviso e senza consultazione. «Se possono essere prese decisioni così importanti per un paese da un momento all’altro – ha tuonato una donna tra i tanti scesi a manifestare in strada -, visto che la prefettura decide, allora noi scegliamo di manifestare la nostra disapprovazione in questo modo. In fin dei conti questo è un paese democratico e abbiamo il diritto di dire la nostra».

La rabbia del titolare dell'ostello di Gorino

Mentre a Gorino calava la notte, continuava a rimbalzare con insistenza la voce secondo cui il pullman che trasportava i profughi fosse in arrivo. Per impedirlo sono state fatte le barricate in strada con i bancali prelevati dal porto di Goro. A mediare a tarda sera sono arrivati da Ferrara anche il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Desideri e il vice questore aggiunto Pietro Scroccarello. Ma non hanno avuto vita facile. Nemmeno un po’. Il tentativo di mediazione non è andato in porto e il pullman a Gorino non è mai arrivato. Nell’Ostello Amore-Natura dovevano trovare ospitalità 12 donne, di cui una incinta.

La decisione viene ufficializzata dal Prefetto Michele Tortora durante una conferenza stampa: "Gorino non è più nell'agenda - chiarisce il rappresentante del Governo che però, di fronte a un'emergenza che non sembra avere fine, annuncia che ci saranno altre requisizioni, senza coinvolgere però Goro e Gorino o interessare appartamenti privati. La notizia arriva anche a Gorino, annunciata tra gli applausidal presidente della cooperativa di pescatori La Vela, Fausto Gianella. La rivolta di Gorino intanto ha avuto eco nazionale e il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha criticato duramente il comportamento della popolazione sulle barricate: "Non rappresenta l'Italia"