Profughi, il parroco di Gorino rincara: portateli a casa vostra

Il vicario dell'arcidiocesi, don Massimo Manservigi

Intervista web di don Paganella, la Curia prende le distanze: la nostra posizione è chiara

GORO. Prima c’era stato il cartello “Tornatevene nel vostro Califfato” affisso fuori dalla chiesa di Gorino e accompagnato dalla lettere “N” di Nazareno, in arabo. Poi è arrivata la web intervista a Fanpage.it, in cui l’appello di papa Francesco ad accogliere i migranti viene liquidato con un “Ma accoglili a casa tua”.

Quando ancora non era scoppiato il caso delle barricate contro le 12 profughe, il parroco di Gorino don Paolo Paganella aveva fatto parlare di sè. Il cartello era comparso già diverse settimane fa, e ancora campeggia davanti alla chiesa. Al punto da essere notato da alcuni giornalisti impegnati a seguire i fatti di Gorino, che hanno pensato bene di raccogliere l’opinione del parroco in proposito. E questa non si è fatta attendere, ed è risultata ben diversa dal monito del pontefice a deporre gli egoismi, poiché «l’unica soluzione è la solidarietà con il forestiero».

Al telefono don Paganella ha esclamato “Ma accoglili a casa tua”, suscitando alla fine la reazione della Diocesi di Ferrara (nella foto il vicario Massimo Manservigi). Che mette in chiaro che primo: il testo del cartello non è stato concordato con la Curia.

Secondo: sulla vicenda della barricate, la Curia ha già espresso la propria posizione («è una notte che ripugna le coscienze»), mentre a proposito della lettera “N”, «se ne può vedere una sul portone centrale dell’Arcivescovado di Ferrara. La sua presenza - conclude la Diocesi - esprime solidarietà ai cristiani perseguitati dell’Iraq e disapprovazione per chi li perseguita».