«Il nostro tribunale, fiore all’occhiello»

Rosaria Savastano prima donna a ricoprire il ruolo di numero uno degli uffici giudiziari a Ferrara. «Qui sono a casa mia»

FERRARA. E’ il primo presidente donna del tribunale di Ferrara, 63 anni, napoletana di nascita ma ferrarese di adozione, abitando da anni in città. E’ in magistratura da oltre 35 anni, dal 1979 quando dopo la laurea e da uditore, mosse i primi passi nei corridoi del tribunale cittadino dove ha iniziato la carriera in toga e dove ieri mattina alla cerimonia di giuramento ha ritrovato il vecchio presidente di allora, Giovanni Schiavano, commuovendosi. Senza nasconderlo.

Davanti ai colleghi, al presidente della sezione penale Luca Marini e la procuratore capo Bruno Cherchi, ha letto la formula del giuramento (atto formale di insediamento) poi in due parole ha fatto il punto, ricordando a tutti di «esser contenta di essere qui, perché tornata a casa». Ben consapevole dell’«impegno importante e prestigioso», soffermandosi sul «valore aggiunto» della sua nomina decisa dal Csm alla fine di luglio, trasferendola su sua richiesta dalla presidenza del tribunale civile di Reggio Emilia a Ferrara. «Valore aggiunto perché questa è la mia casa - sottolinea con autoironia - dove ho iniziato a lavorare tanti anni fa e a far danni». Sa di esser arrivata a presiedere uno dei tribunali più efficienti («il settimo in Italia per efficienza, perché qui si lavora» aveva anticipato a inizio cerimonia il giudice Luca Marini), e per questo, spiega «ringrazio il mio predecessore, Pasquale Maiorano e tutti gli altri ancora che lo hanno preceduto per aver fatto diventare il nostro tribunale un fiore all’occhiello del distretto giudiziario regionale». Poi con commozione le parole al vecchio ex presidenteSchiavano, che vede in aula, «cui devo molto, dal quale ho imparato molto». Ma dopo le parole, ora c’è da lavorare e sempre con molta autoironia, quasi schermendosi «garantirò massimo impegno, ma non garantisco i risultati, poi mi direte tra un paio d’anni». Ad incalzarla ci pensa il procuratore Cherchi che le ricorda che se in tribunale e procura il numero dei magistrati è quasi completo, «grande carenza c’è del personale amministrativo: il loro apporto influisce tantissimo sul nostro lavoro e l’attività dei magistrati». Ecco il primo problema che la neo-presidente dovrà affrontare. (d.p.)