Appello degli inquirenti «Hanno colpito ancora»

Padre e figlio sono legati non solo dalla genetica e dall’anagrafe, anche dalla fedina penale e dalla condivisa tossicodipendenza. Entrambi con problemi di droga, entrambi con guai seri che li ha...

FERRARA. Padre e figlio sono legati non solo dalla genetica e dall’anagrafe, anche dalla fedina penale e dalla condivisa tossicodipendenza.

Entrambi con problemi di droga, entrambi con guai seri che li ha portati in passato in carcere per rapina, all’Arginone dove sono rimasti fino a poco più di un anno fa. Originari di Ferrara e Portomaggiore, vivono a San Pietro in Casale, vivevano almeno fino a domenica scorsa, quando dopo aver saputo che erano ricercati sono spariti e poi ritrovati lunedì mattina a Ferrara in un casa di via Corta e qui arrestati.

Dal Bolognese hanno sconfinato per mettere a segno i due colpi che vengono ora contestati: le rapine per cui sono stati arrestati, quella di domenica al Bar Arci e di lunedì mattina all’alimentari di Pontegradella. Ma il conto non si ferma qui: anche per le altre due rapine di giovedì scorso a Poggio Renatico, al market Dpiù e al forno Albertin, qui in città.

Su queste due rapine, gli inquirenti ieri hanno spiegato (senza citarle, lo fa la Nuova Ferrara) che «vi sono almeno un altro paio di rapine».

Per queste, da quanto si è appreso vi sono già elementi e riscontri per chiedere solo ordini di custodia in quanto non più possibile il fermo, per tempi tecnici. Ma potrebbero essere tanti altri i fatti a loro addebitabili: per questo motivo gli inquirenti, polizia e carabinieri e la procura cittadina, hanno deciso di divulgare nomi e foto-segnaletiche dei due rapinatori arrestati.

«Un modo questo - hanno spiegato gli inquirenti - per permetterci, e aiutarci, a scoprire altri fatti che potrebbero essere legati ai due». Anche fatti di poco conto, non gravi come quelli scoperti: perché non è escluso che possano anche essere autori di scippi, furti o altro. «I cittadini si facciano vivi con segnlazioni, chiamino pure i centralini dell’Arma dei carabinieri e della polizia».