Falso idraulico truffava anziani anche a Ferrara

Prometteva ristrutturazioni di bagni, si faceva dare gli anticipi e poi spariva. Ha raggirato 187 tra pensionati e disabili dalla nostra città fino a Trento: guadagnava 20mila euro al mese

FERRARA. Riusciva a guadagnare 20 mila euro al mese, prendendo anticipi per lavori idraulici che mai effettuava e scegliendo con cura le sue vittime tra anziani e persone malate: il 57enne veneziano, Ivan Bianco, originario di Musile, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Trento nell'operazione Ghost shower (Doccia fantasma, per i lavori che l'uomo prometteva di fornire incassando l'anticipo e poi sparendo nel nulla).

Tra le sue vittime, ci sono anche ferraresi. L'accusa è infatti quella di avere commesso 185 truffe, tutte ai danni di persone anziane, malate, o disabili, tra le province di Trento, Belluno, Feltre, Treviso, Venezia e Vicenza, con capatine anche a Ferrara e Udine. L'uomo, attraverso l'impresa individuale Nord Italia Services - attiva dall'inizio del 2014 - avrebbe intascato circa 20.000 euro al mese (i carabinieri parlano di 500.000 euro complessivi), promettendo interventi di ristrutturazione al bagno con la fornitura di sanitari attrezzati per anziani e disabili, come piatti doccia e vasche da bagno con speciali maniglie, senza però ultimare i lavori promessi, pur avendo intascato un cospicuo acconto, che normalmente si aggirava sui 1.500 - 2.000 euro.

L'uomo, secondo le indagini iniziate dai carabinieri di Canal San Bovo, in Trentino, grazie alle denunce di cinque persone che erano state raggirate, avrebbe preso in giro non soltanto la sua clientela - che contattava trovando i numeri sugli elenchi telefonici delle varie zone e di cui appuntava cinicamente particolari fisici, età e punti deboli - ma anche ignari fornitori di materiali da cui si riforniva, salvo poi non pagare e utilizzare gli oggetti per fiere espositive. Come a Longarone, in Veneto, dove tentava, sostengono gli investigatori, di agganciare altri clienti. Nel tranello sarebbero cadute anche delle ragazze - una decina in tutto - che nel corso degli ultimi due anni e mezzo circa hanno lavorato come telefoniste nel call center organizzato dall'uomo per rintracciare i clienti, senza però essere pagate. Una situazione che i carabinieri sono riusciti a ricostruire con pazienza e puntuali accertamenti.