Una tribuna referendum in Consiglio comunale

Lunedì dibattito richiesto da M5s: par condicio, 30 minuti per il Sì e 30 per il No Per parlare bisogna ‘dichiararsi’. Caso inedito, serve il via libera della Prefettura

Una Tribuna referendaria in Consiglio comunale. Davvero singolare l’iniziativa presa dal consigliere 5 Stelle, Claudio Fochi, e avallata, dopo parecchie titubanze e in attesa di un via libera scritto della Prefettura, dal presidente del Consiglio, Girolamo Calò, e dai capigruppo. Lunedì 21 è stato infatti iscritto nel programma della seduta consiliare un ordine del giorno di Fochi «in difesa della Costituzione», in sostanza la posizione del M5s sul referendum del 4 dicembre: un documento politico-referendario, che «verrà discusso secondo modalità estranee alle prescrizioni regolamentari, avendo un contenuto di comunicazione/informazione politico/referendaria» informa in effetti il Comune, tanto più che siamo nel pieno dei 30 giorni di campagna. Un inedito assoluto per Palazzo Municipale, e infatti la segreteria generale prima della riunione dei capigruppo di giovedì, ha contattato la Prefettura e perfino il Corecom, il Comitato regionale per le comunicazioni, che sovrintende alle regole della par condicio elettorale. «In effetti la Prefettura ci ha dato una risposta interlocutoria, suggerendo di rivolgersi al Corecom avendo saputo che Modena stava predisponendo qualcosa del genere. Così ci siamo letti la relazione del comitato per il caso modenese, e abbiamo messo a punto delle regole ad hoc per il nostro dibattito - racconta Calò - Abbiamo messo a disposizione 30 minuti in tutto per l’esposizione delle posizioni del Sì, e altri 30 per quelle del No: entro lunedì mattina alle 12 i consiglieri che intendono intervenire dovranno comunicarcelo, per consentirci di suddividere in maniera corretta il tempo a disposizione. Così si richiede di dichiarare in anticipo il proprio voto? Non c’è altra possibilità, chi non s’iscrive non potrà parlare - è la posizione presa dal presidente a nome dei capigruppo - Se poi c’è qualcuno che dichiara di voler sostenere la posizione dell’astensione, avrà a disposizione pure lui uno spazio». Alla fine non sono previste dichiarazioni di voto, si passerà direttamente alla conta. Questa inedita architettura regolamentare è comunque sottoposta al vaglio della Prefettura, alla quale Palazzo Municipale ha inoltrato un interpello scritto.

Fochi, che ha messo in moto il meccanismo, si dichiara soddisfatto del compromesso raggiunto: «Avevamo giocato il jolly su questo ordine del giorno, il regolamento prevede in questi casi di discutere subito. Ma poiché siamo all’interno dei 30 giorni di campagna referendaria, abbiamo accettato questa soluzione. L’idea è di far capire anche le ricadute a livello di istituzioni locali dell’eventuale vittoria del Sì, in quanto il Comune non avrebbe più come interlocutore la Regione su molte materie, ma direttamente lo Stato». L’odg chiede al consiglio comunale e al sindaco di esprimere «motivata e pubblica preoccupazione nei confronti delle modifiche costituzionali», e impegna il consiglio a «sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguarda della nostra Costituzione». (s.c.)

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