«Il Salva banche è immorale»

Duro don Torta dagli azzerati ferraresi. Riaffiorano speranze per gli azionisti

La cancellazione del risparmio di migliaia di risparmiatori, investito nelle banche ‘risolte’ o a rischio, non è solo un fatto economico. «È altamente immorale, si tratta di denaro che serve a condurre un’esistenza dignitosa da parte di persone che hanno risparmiato tutta una vita» è il messaggio lanciato l’altra sera da don Enrico Torta, il prete veneziano che in questi mesi ha girato il Veneto in lungo e in largo per raccogliere le storie dei quasi-azzerati di Veneto Banca e Popvicenza (azioni da 40 euro a 10 cent con un tratto di penna), in nome del quale sono stati costituiti i comitati di protesta d’oltre Po. Il sacerdote ha parlato l’altra sera di fronte ad un centinaio di azzerati ferraresi, che hanno riempito la sala del centro Acquedotto, «è stata una testimonianza davvero di alto profilo, il governo non può salvare le banche prendendo i soldi dei risparmiatori» è il commento di Marco Cappellari (Amici di Carife), che assieme a Mirko Tarroni (Azzerati) ha organizzato la serata. Don Torta ha tra l’altro raccontato la vicenda di un 80enne che ha perso i soldi con i quali pensava di garantire un futuro dopo di lui al figlio disabile. All’assemblea sono intervenuti anche Valter Baseggio, creatore di un centro di assistenza psicologica per i risparmiatori colpiti, e il coordinatore dei Comitati Torta. Pur nella differenza di condizioni (i veneti sono un po’ come gli azionisti Carife prima della risoluzione), la serata ha rinsaldato il raccordo tra i gruppi ferraresi e quelli veneti: c’è chi ipotizza una raccolta comune di firme in favore della commissione parlamentare d’inchiesta sui crac bancari.

Amici e Azzerati hanno anche presentato lo studio Giuriatti, a disposizione per i rimborsi degli azzerati, e auspicato che il futuro acquirente di Nuova Carife sia disponibile a ristorare almeno parzialmente gli ex azionisti.

Alla serata sono intervenuti anche alcune esponenti del No Salvabanche, come Giovanna Mazzoni e Milena Zaggia, i cui passaggi più ‘politici’ non sono stati graditi dagli organizzatori. «Partecipiamo alla manifestazione del No al referendum del 27 novembre? Sì, ma solo perché ci sarà un passaggio importante da Bankitalia» ha specificato ieri Zaggia.